Risparmiare per i figli nel 2026: libretto, conto deposito o ETF?

Mettere da parte qualcosa per i figli è uno degli obiettivi di risparmio più diffusi in Italia. È anche uno dei più disorganizzati. Non manca la volontà: manca il metodo. Risparmiare per i figli significa scegliere tre cose, cioè lo strumento, l’intestatario e l’orizzonte temporale. Queste scelte pesano molto più del tasso promesso allo sportello. Qui trovi le opzioni disponibili nel 2026, quanto costano ogni anno e cosa dice la legge quando il denaro è intestato a un minore. — Aura

Perché risparmiare per i figli premia chi inizia presto

Il vantaggio di chi accantona per un figlio è il tempo. Un neonato ha davanti diciotto anni prima della maggiore età. Spesso ne ha venti o venticinque prima della spesa vera, come l’università o l’anticipo per una casa. Su orizzonti così lunghi l’interesse composto fa una differenza enorme.

Un esempio concreto. Cinquanta euro al mese per diciotto anni fanno 10.800 euro di versamenti. Con un rendimento medio del 2% annuo diventano circa 12.900 euro lordi. Con un rendimento medio del 5% superano i 17.000 euro. La differenza non nasce dai versamenti, ma dal tempo in cui il capitale resta al lavoro. Se vuoi capire il meccanismo nel dettaglio, trovi tutto nella guida su come funziona l’interesse composto.

Di conseguenza la domanda giusta non è quale banca offre oggi il tasso migliore. È un’altra: quanto tempo manca al momento in cui questi soldi serviranno davvero? La risposta determina tutto il resto.

Le quattro strade possibili nel 2026

Nella pratica le famiglie italiane usano quattro strumenti. Ognuno ha un profilo diverso di rendimento, rischio e vincoli.

1. Libretto di risparmio

È lo strumento più semplice e il più diffuso per i minori. Il denaro resta sempre disponibile e il capitale nominale non oscilla. Il rovescio della medaglia è il rendimento, quasi sempre vicino allo zero sui libretti ordinari. Per esempio, con un’inflazione al 2% il potere d’acquisto si erode ogni anno in silenzio. Ne abbiamo parlato in inflazione e potere d’acquisto.

2. Conto deposito

Il conto deposito offre un tasso più alto del libretto, soprattutto nelle versioni vincolate. Il capitale non è esposto ai mercati e le somme sono coperte dal Fondo Interbancario fino a 100.000 euro per intestatario. Non tutte le banche però aprono un deposito intestato a un minore: molte famiglie usano un conto del genitore dedicato solo a questo scopo. Il confronto aggiornato è nell’articolo sul conto deposito 2026.

3. Buoni fruttiferi postali

I buoni dedicati ai minori hanno una logica interessante: crescono di rendimento con il passare degli anni e si rimborsano al compimento dei diciotto anni. Sono garantiti dallo Stato italiano e godono della tassazione agevolata al 12,5%. In cambio chiedono di non toccare il capitale per molto tempo. I dettagli sono nella guida ai buoni fruttiferi postali 2026.

4. Piano di accumulo su ETF

È la strada con il potenziale di rendimento più alto e, allo stesso tempo, l’unica con rischio di perdita del capitale. Su un orizzonte di quindici o vent’anni la volatilità di breve periodo pesa meno, ma non sparisce. Serve inoltre un passaggio burocratico in più quando il conto titoli è intestato al minore, come vediamo tra poco. Il funzionamento operativo è spiegato nella guida al PAC su ETF.

StrumentoRischio capitaleLiquiditàTassazione rendimentiOrizzonte adatto
Libretto di risparmioNulloImmediata26%0-3 anni
Conto deposito vincolatoNulloBassa fino a scadenza26%1-5 anni
Buoni fruttiferi postaliNulloRimborso anticipato possibile12,5%5-18 anni
ETF con piano di accumuloSì, anche significativoAlta ma a prezzi di mercato26% (12,5% quota titoli di Stato)Oltre 10 anni

Conto intestato al genitore o al minore: cosa cambia

Questa è la scelta che genera più confusione, e ha conseguenze molto concrete. Le due strade sono diverse sotto il profilo giuridico e fiscale.

Conto intestato al genitore. I soldi restano giuridicamente del genitore. Puoi muoverli, cambiarli di strumento o usarli per un’emergenza familiare senza chiedere nulla a nessuno. In compenso rientrano nel tuo patrimonio: rilevano ai fini ISEE, rispondono di eventuali debiti e rientrano nella tua successione.

Conto intestato al minore. Il denaro è del figlio, protetto e destinato solo a lui. I genitori lo amministrano insieme, ma la loro libertà d’azione è limitata dalla legge. Inoltre il patrimonio del minore entra nell’ISEE del nucleo familiare, e questo può ridurre agevolazioni e borse di studio. Se il tema ti riguarda, leggi la guida su come si calcola l’ISEE.

Cosa dice la legge sugli investimenti a nome di un minore

Il riferimento è l’articolo 320 del codice civile, che distingue tra atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione.

  • Ordinaria amministrazione. Versare denaro sul conto del figlio, incassare gli interessi, gestire il rapporto quotidiano. Bastano i genitori.
  • Straordinaria amministrazione. Prelevare somme rilevanti, chiudere il rapporto, vendere beni del minore o investire i suoi risparmi in strumenti finanziari. Serve l’autorizzazione preventiva del giudice tutelare.

In altre parole, aprire un libretto o un conto a nome del figlio è semplice. Comprare ETF o azioni con i suoi soldi, invece, richiede un decreto del giudice tutelare. La richiesta si presenta al tribunale competente e va motivata con la necessità o l’utilità evidente per il minore. Molti genitori scoprono questo passaggio solo davanti al rifiuto della banca.

Per questo motivo, chi vuole investire davvero sul lungo periodo spesso sceglie di intestare il conto titoli a sé stesso. Il denaro viene poi donato al figlio alla maggiore età o al momento della spesa. È una soluzione pragmatica, ma va gestita con ordine e messa per iscritto, per esempio con un conto dedicato e separato dal resto.

Quanto costa ogni anno: imposta di bollo e tasse

I costi fiscali sono modesti, ma vanno conosciuti perché incidono sui piccoli importi. Le regole in vigore nel 2026 sono queste.

  • Conti correnti e libretti. L’imposta di bollo per le persone fisiche è di 34,20 euro l’anno. Non è dovuta se la giacenza media annua resta sotto i 5.000 euro. Molti accantonamenti per minori rientrano proprio in questa fascia esente.
  • Depositi titoli e prodotti finanziari. L’imposta di bollo è proporzionale, pari allo 0,20% annuo del valore rendicontato, senza soglia di esenzione.
  • Rendimenti. L’aliquota ordinaria sulle rendite finanziarie è del 26%. Scende al 12,5% per i titoli di Stato italiani, i buoni postali e i titoli di Stato dei Paesi in white list.

Le regole complete sull’imposta di bollo e sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari sono pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, mentre il trattamento fiscale agevolato dei titoli di Stato è descritto dal Dipartimento del Tesoro del MEF. Per un quadro d’insieme puoi leggere anche il nostro approfondimento sulla tassazione degli investimenti nel 2026.

Simulatore: quanto diventa il tuo accantonamento mensile

Inserisci il versamento mensile, gli anni che mancano e un rendimento medio annuo prudente. Il risultato è lordo e non tiene conto di imposte e costi, quindi va letto come ordine di grandezza.

Gli errori più comuni quando si risparmia per i figli

  1. Mischiare i soldi con quelli di casa. Se l’accantonamento vive sul conto corrente familiare, prima o poi viene eroso. Serve un contenitore separato.
  2. Lasciare tutto sul libretto per vent’anni. È la scelta che sembra prudente ma che, con l’inflazione, riduce il potere d’acquisto in modo silenzioso.
  3. Investire tutto in azioni fino all’ultimo giorno. Avvicinandosi alla data d’uso, spostare gradualmente verso strumenti stabili riduce il rischio di arrivare in un anno negativo.
  4. Ignorare l’effetto sull’ISEE. Un capitale intestato al minore pesa sull’indicatore familiare e può ridurre agevolazioni scolastiche e universitarie.
  5. Dimenticare il fondo di emergenza. Prima di accantonare per i figli conviene avere una riserva propria, come spieghiamo nella guida al fondo di emergenza.

Come scegliere in base all’età di tuo figlio

Una regola pratica, da adattare alla propria tolleranza al rischio, è ragionare sugli anni che mancano alla spesa.

  • Da 0 a 6 anni. Restano oltre dodici anni. È la fase in cui una quota azionaria ha più senso, perché il tempo assorbe le oscillazioni.
  • Da 7 a 13 anni. Un mix bilanciato tra strumenti di crescita e strumenti stabili riduce la volatilità senza rinunciare al rendimento.
  • Da 14 a 18 anni. Meglio spostarsi verso conti deposito, buoni postali e titoli di Stato a breve. Il capitale serve presto e non deve dipendere dall’andamento dei mercati.

Infine, un consiglio che vale più di qualsiasi strumento: automatizza. Un bonifico ricorrente il giorno dopo l’accredito dello stipendio funziona meglio di qualsiasi buona intenzione. Puoi partire da venti euro al mese e aumentare quando il bilancio familiare lo permette. Per approfondire i concetti di base, la Banca d’Italia mette a disposizione il portale gratuito L’Economia per tutti.

In sintesi

Risparmiare per i figli non richiede prodotti complicati. Richiede un contenitore separato, un versamento automatico e uno strumento coerente con gli anni che mancano. Sopra i dieci anni di orizzonte la crescita conta più della stabilità. Sotto i cinque anni vale l’opposto. E prima di intestare qualsiasi cosa al minore, considera bene il vincolo del giudice tutelare e l’impatto sull’ISEE.


Questo articolo ha finalità informative e divulgative. Non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o legale personalizzata, né una sollecitazione all’investimento. Rendimenti e aliquote citati sono indicativi e aggiornati alla data di pubblicazione: verifica sempre le condizioni presso il tuo intermediario e le fonti ufficiali. Prima di decisioni rilevanti sul patrimonio di un minore, rivolgiti a un professionista abilitato. Leggi il nostro Disclaimer Finanziario.

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