Un conto corrente che non frutta nulla non “sta fermo”: perde valore ogni anno, silenziosamente, per effetto dell’inflazione. È uno dei rischi finanziari più sottovalutati proprio perché non si vede su un estratto conto. In questa guida su inflazione e potere d’acquisto vediamo quanto vale davvero oggi il potere d’acquisto dei nostri risparmi, e come proteggerlo. — Aura
A che punto siamo con l’inflazione nel 2026
Le stime per il 2026 indicano un’inflazione media in Italia tra il 1,8% e il 2,6% a seconda dell’istituto (Istat, Banca d’Italia, Moody’s), con un’inflazione “programmata” nel Documento di Economia e Finanza fissata al 2,0%. Nei mesi più recenti si sono osservate anche letture puntuali superiori, intorno al 2,8-3,2% su base annua, spinte in particolare dai rincari energetici.
Il dato più interessante, però, è quello cumulato nel tempo: secondo l’Istat, tra il 2019 e il 2025 le retribuzioni contrattuali nominali sono cresciute del +13,2%, contro un’inflazione cumulata del +23% nello stesso periodo. Il risultato è una perdita di potere d’acquisto dell’8,6% che i redditi da lavoro non hanno ancora recuperato.
Inflazione e potere d’acquisto: cosa significa per i tuoi risparmi
L’inflazione erode il potere d’acquisto della liquidità ferma. Se tieni 10.000 € su un conto corrente che non genera interessi, con un’inflazione media del 2% all’anno, tra 10 anni quei 10.000 € avranno lo stesso potere d’acquisto di circa 8.200 € di oggi. I numeri sul conto restano gli stessi, ma quello che puoi comprarci si riduce.
Questo non significa che la liquidità sia sbagliata: un fondo di emergenza va sempre tenuto disponibile e sicuro. Significa che il risparmio destinato a obiettivi di medio-lungo periodo dovrebbe puntare a un rendimento che almeno pareggi l’inflazione, altrimenti “risparmiare” in questo modo equivale, nel tempo, a perdere valore in modo silenzioso.
Calcola l’impatto dell’inflazione sui tuoi risparmi
Inserisci un capitale, un tasso di inflazione medio atteso e un orizzonte temporale per vedere quanto varrebbe quella cifra, in termini di potere d’acquisto reale, tra qualche anno.
Calcola la perdita di potere d’acquisto
Simulazione semplificata al lordo delle imposte. Imposta il rendimento a 0 per simulare liquidità ferma su un conto corrente non remunerato.
Inflazione e potere d’acquisto: come proteggere i risparmi
- Fondo di emergenza: va tenuto liquido e sicuro (conto corrente o conto deposito svincolabile), anche se rende poco: la sua funzione è la disponibilità immediata, non il rendimento.
- Risparmio di medio-lungo periodo: dovrebbe puntare a strumenti con un rendimento atteso superiore all’inflazione nel tempo, come PAC su ETF diversificati, mantenendo un orizzonte adeguato al rischio.
- Titoli di Stato indicizzati: strumenti come i BTP Italia offrono una protezione esplicita dall’inflazione italiana, rivalutando il capitale in base all’andamento dei prezzi.
- Diversificazione: nessun singolo strumento protegge perfettamente dall’inflazione in ogni scenario; una combinazione equilibrata riduce il rischio di essere esposti a un solo fattore.
“La liquidità ferma sembra la scelta più sicura, ma è anche quella che perde valore più silenziosamente. Il vero rischio non è sempre quello che si vede sull’estratto conto.”
— Aura
Nota importante
Le previsioni di inflazione citate sono stime di istituti economici e possono variare significativamente rispetto ai dati effettivi. Le simulazioni presentate hanno finalità illustrativa e non costituiscono una previsione garantita. Questo contenuto ha finalità informativa ed educativa e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata. Leggi il disclaimer completo →
