I Buoni Fruttiferi Postali restano uno degli strumenti di risparmio più diffusi in Italia: garantiti dallo Stato, senza commissioni di sottoscrizione e con una tassazione agevolata. Ma “BFP” non è un prodotto unico: sotto questo nome convivono buoni ordinari, buoni dedicati a chi porta nuova liquidità, buoni pensati per i minori e altre varianti, ciascuna con scadenze e rendimenti diversi. In questo articolo vediamo come funzionano i Buoni Fruttiferi Postali nel 2026, quali sono le principali tipologie disponibili, come sono tassati e quando possono avere senso rispetto ad altri strumenti di risparmio. — Aura
Cosa sono i Buoni Fruttiferi Postali
I Buoni Fruttiferi Postali (BFP) sono titoli di risparmio emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati attraverso la rete di Poste Italiane. Sono garantiti dallo Stato italiano, non prevedono commissioni di sottoscrizione o di gestione. Alla scadenza restituiscono il capitale investito maggiorato degli interessi maturati, calcolati secondo un piano di rendimento fissato al momento dell’emissione. Possono essere riscattati anche prima della scadenza naturale. In questo caso, però, il rendimento effettivo è generalmente inferiore rispetto a quello previsto a scadenza, perché i tassi crescono progressivamente con l’aumentare degli anni di possesso.
A differenza dei titoli di Stato come i BTP, i BFP non sono negoziati su un mercato secondario: si acquistano e si riscattano direttamente presso gli uffici postali o tramite l’app e il sito di Poste Italiane, non si comprano e vendono in Borsa.
Le principali tipologie di Buoni Fruttiferi Postali nel 2026
Poste Italiane rinnova periodicamente le emissioni di BFP, quindi i tassi esatti cambiano nel tempo. Le famiglie di prodotto più diffuse restano comunque queste:
- Buoni ordinari: a tasso fisso crescente per fasce di anni, pensati per chi vuole lasciare il capitale fermo per un orizzonte medio-lungo (fino a 20 anni).
- Buoni dedicati o Premium: riservati a chi versa nuova liquidità su libretto o conto, spesso con un rendimento più alto ma vincolato a una finestra di sottoscrizione limitata.
- Buono Minori: pensato per somme intestate a un minore, con rendimento crescente fino al compimento della maggiore età.
- Buoni a rinnovo o a scadenza specifica (ad esempio a 4 o 7 anni): con un tasso nominale annuo prefissato, talvolta crescente nel tempo.
Quanto rendono i BFP nel 2026
Aggiornamento del 7 settembre 2026: le serie oggi sottoscrivibili sono quelle entrate in emissione il 24 luglio 2026, e ogni serie ha il proprio piano di rendimento anno per anno nel foglio informativo. Nel corso del 2026 i rendimenti lordi delle nuove emissioni si sono mossi generalmente tra il 2% e il 3% annuo per i buoni ordinari a medio termine. Alcuni prodotti dedicati a scadenza più lunga offrono punte superiori, come i buoni a 4 o 7 anni con tassi nominali tra il 3% e il 3,5%. I rendimenti netti, una volta applicata la tassazione agevolata, vanno orientativamente dall’1% circa per i buoni a brevissimo termine fino a oltre il 4% netto annuo per i prodotti a scadenza più lunga, come il Buono Minori portato a 18 anni. Questi valori sono indicativi e variano a ogni nuova emissione: i tassi aggiornati vanno sempre verificati sul sito ufficiale di Poste Italiane prima di sottoscrivere.
| Tipologia (esempio) | Durata indicativa | Rendimento lordo indicativo |
|---|---|---|
| Buono ordinario breve termine | fino a 3 anni | circa 1-1,5% annuo |
| Buono ordinario medio termine | 4-10 anni | circa 2-2,5% annuo |
| Buono Premium/dedicato (nuova liquidità) | 4 anni | circa 3% annuo |
| Buono a lungo termine | 7 anni | circa 3-3,5% annuo |
| Buono Minori | fino a 18 anni | fino a circa 4,5% netto annuo a scadenza |
Questi numeri hanno un valore puramente illustrativo, utile per farsi un’idea degli ordini di grandezza. Ogni nuova emissione ha un proprio foglio informativo con il piano di rendimento anno per anno, pubblicato sul sito di Poste Italiane e disponibile in ufficio postale al momento della sottoscrizione.
Come sono tassati i Buoni Fruttiferi Postali
Il principale vantaggio fiscale dei BFP riguarda l’aliquota applicata agli interessi. La maggior parte delle rendite finanziarie (conti deposito, obbligazioni societarie, dividendi) sconta un’imposta sostitutiva del 26%. Gli interessi dei Buoni Fruttiferi Postali, come quelli dei titoli di Stato, sono invece tassati al 12,5%. A parità di rendimento lordo, questo si traduce in un rendimento netto più alto rispetto a un prodotto bancario equivalente.
Un secondo vantaggio riguarda le imposte di successione: le somme investite in BFP sono esenti dall’imposta di successione. Per questo motivo sono uno strumento spesso utilizzato anche per la pianificazione patrimoniale familiare, oltre che per il semplice risparmio.
Un esempio di calcolo
Supponiamo di investire 10.000 euro in un buono con rendimento lordo del 2,5% annuo a scadenza. Gli interessi lordi maturati sarebbero pari a 250 euro l’anno. Applicando l’imposta sostitutiva del 12,5% (anziché il 26% ordinario), l’imposta dovuta sarebbe di 31,25 euro, per un interesse netto di 218,75 euro. Lo stesso importo investito in un prodotto tassato al 26% avrebbe generato un interesse netto di soli 185 euro, a parità di rendimento lordo: un differenziale che si accumula anno dopo anno.
Se vuoi vedere quanto pesa quel differenziale su piu anni, puoi provarlo con il nostro calcolatore dell’interesse composto, impostando l’aliquota fiscale e la durata che ti interessano.
Calcolatore: rendimento netto stimato di un Buono Fruttifero Postale
Inserisci l’importo investito e il tasso lordo annuo indicato dal buono per stimare l’interesse netto, calcolato con l’imposta sostitutiva agevolata del 12,5%. Il calcolo è semplificato: non tiene conto di eventuali riscatti anticipati, che riducono il rendimento effettivo rispetto a quello previsto a scadenza.
Per chi sono adatti i Buoni Fruttiferi Postali
I BFP si rivolgono principalmente a chi cerca uno strumento a rischio pressoché nullo per far crescere una somma, senza doversi preoccupare dell’andamento dei mercati. Sono spesso scelti da risparmiatori con un profilo prudente. Sono adatti anche a chi vuole accantonare una somma per un obiettivo a medio termine, come una casa o gli studi dei figli, o a genitori e nonni che sottoscrivono un Buono Minori per costituire un piccolo capitale da consegnare al compimento della maggiore età.
Sono meno indicati per chi ha un orizzonte temporale breve o cerca un rendimento potenzialmente più alto, anche a costo di un rischio maggiore. In questi casi può avere senso confrontare i BFP con altri strumenti a reddito fisso o con l’investimento azionario tramite ETF.
BFP e dichiarazione dei redditi
Un vantaggio pratico spesso sottovalutato: l’imposta sostitutiva del 12,5% sugli interessi dei BFP viene applicata direttamente da Poste Italiane al momento del rimborso, a titolo definitivo. Questo significa che gli interessi maturati non vanno indicati nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). Il contribuente riceve l’importo già al netto delle imposte, senza ulteriori adempimenti fiscali da gestire in autonomia.
Vantaggi e limiti dei Buoni Fruttiferi Postali
Il principale punto di forza dei BFP è la sicurezza: essendo garantiti dallo Stato, il capitale investito non è esposto al rischio di mercato tipico di azioni o obbligazioni societarie. La tassazione agevolata li rende inoltre competitivi rispetto a molti prodotti bancari, a parità di rendimento lordo. Sono pensati per chi non ha bisogno di liquidità immediata: più a lungo si mantiene il buono, più il rendimento si avvicina a quello dichiarato a scadenza.
Il limite principale è il rendimento, che nella maggior parte dei casi resta modesto rispetto ad altre forme di investimento più rischiose. Può non essere sufficiente a compensare pienamente l’inflazione nel lungo periodo. Chi vuole confrontare i BFP con altri strumenti a reddito fisso può approfondire anche i nostri articoli su BTP vs conto deposito: dove conviene tenere la liquidità nel 2026 e su Conto deposito 2026: quali offrono il tasso più alto e come funziona la tassazione.
Come e dove si acquistano
I Buoni Fruttiferi Postali si sottoscrivono presso qualsiasi ufficio postale, tramite l’app BancoPosta o dall’area riservata sul sito di Poste Italiane, con importo minimo generalmente basso (a partire da 50 euro per molte tipologie). Non sono previste spese di apertura o di gestione. Il rimborso, totale o parziale, può essere richiesto in qualsiasi momento dopo un breve periodo minimo di possesso (di norma 12 mesi per i buoni ordinari), con accredito diretto sul libretto o conto collegato.
I buoni possono essere sottoscritti anche cointestati, fino a un massimo di quattro intestatari, e possono essere intestati a un minore. In questo caso un genitore o un tutore può operare sul buono fino al raggiungimento della maggiore età del titolare. Al momento della sottoscrizione online è sufficiente indicare l’importo da investire: la scelta della tipologia di buono avviene tra quelle attive in quel momento, ciascuna con il proprio foglio informativo scaricabile prima di confermare l’operazione.
Quando escono i nuovi Buoni Fruttiferi Postali
Non esiste un calendario fisso. Cassa Depositi e Prestiti mette in emissione nuove serie quando lo ritiene opportuno e lo comunica con un avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale; con lo stesso meccanismo una serie in corso puo essere sospesa. Chi ha gia sottoscritto mantiene le condizioni del proprio buono: cambia soltanto cio che e sottoscrivibile da quel momento in avanti.
Situazione verificata al 7 settembre 2026: tutte le serie attualmente in emissione — buoni ordinari, 4 anni risparmiosemplice, 4 anni Plus, a Cedola 8 anni, Soluzione Futuro, indicizzato all’inflazione italiana, Rinnova 3×4 con premio e Rinnova Prima 3×4 Premio — decorrono dal 24 luglio 2026, sulla base degli avvisi pubblicati in Gazzetta Ufficiale del 1° luglio 2026 (n. 150) e del 24 luglio 2026 (n. 170). Il dato e consultabile sulla pagina dei fogli informativi di CDP, che resta la fonte da controllare prima di sottoscrivere.
La sigla di ogni serie si chiude con la data di avvio dell’emissione in formato anno-mese-giorno: in TF504A260724 le ultime sei cifre indicano il 24 luglio 2026. E il modo piu rapido per capire se il foglio informativo che hai davanti e quello in corso o una versione superata.
Se e questo l’aspetto che ti interessa di piu, lo abbiamo approfondito in una guida dedicata: quando escono i nuovi buoni fruttiferi postali, con l’elenco completo delle serie in emissione, come si legge la sigla e dove verificare le date in prima persona.
Imposta di bollo sui Buoni Fruttiferi Postali: quando si paga
E la voce che quasi nessuno considera quando confronta un buono con un conto deposito, eppure sposta il rendimento netto. Sui prodotti finanziari l’imposta di bollo e pari allo 0,20% annuo del valore, ma per i Buoni Fruttiferi Postali esiste una soglia di esenzione: secondo le FAQ ufficiali di CDP sull’imposta di bollo, l’imposta non e dovuta finche il valore di rimborso complessivo dei buoni intestati alla stessa persona resta entro 5.000 euro. Superata quella soglia, il bollo si applica e viene trattenuto al momento del rimborso.
La differenza pratica con un conto deposito e proprio qui: sul conto deposito il bollo dello 0,20% si applica senza alcuna soglia di esenzione. Su piccoli importi, quindi, il vantaggio dei buoni non e solo l’aliquota del 12,5% sugli interessi, ma anche il bollo che non si paga.
I Buoni Fruttiferi Postali possono cadere in prescrizione
Si, ed e il motivo per cui vale la pena aprire quel cassetto. Il diritto al rimborso del capitale e degli interessi si prescrive dieci anni dopo la data di scadenza del buono: passato quel termine le somme non sono piu richiedibili allo sportello, come indicato nelle domande frequenti di Poste Italiane su buoni e libretti.
Il problema riguarda in pratica solo i buoni cartacei. Quelli dematerializzati, cioe tutti quelli sottoscritti oggi, alla scadenza vengono rimborsati e accreditati automaticamente sul libretto o sul conto di appoggio: non restano fermi ad aspettare che qualcuno se ne ricordi. Se invece hai in casa buoni di carta ereditati o dimenticati, la prima cosa da guardare e la data di scadenza stampata sul titolo; se non e ancora passato un decennio, il rimborso si chiede in ufficio postale con il titolo originale e un documento di identita.
Domande frequenti sui Buoni Fruttiferi Postali 2026
I Buoni Fruttiferi Postali sono davvero sicuri?
Sì, sono garantiti dallo Stato italiano attraverso Cassa Depositi e Prestiti. Questo li rende tra gli strumenti di risparmio a più basso rischio disponibili in Italia, paragonabili per garanzia ai titoli di Stato.
Sui Buoni Fruttiferi Postali si paga l’imposta di bollo?
Solo oltre una certa soglia: secondo le FAQ di CDP l’imposta non e dovuta finche il valore di rimborso complessivo dei buoni intestati alla stessa persona resta entro 5.000 euro. Oltre, si applica lo 0,20% annuo, trattenuto al rimborso. Sul conto deposito, invece, il bollo si paga senza soglia.
Un buono dimenticato in un cassetto si puo ancora incassare?
Dipende da quanto tempo e passato dalla scadenza: il diritto al rimborso si prescrive dopo dieci anni da quella data. I buoni dematerializzati non pongono il problema, perche vengono accreditati automaticamente alla scadenza.
Conviene riscattare un BFP prima della scadenza?
Dipende dal buono e dal momento del riscatto. Il piano di rendimento è costruito per premiare chi mantiene il buono fino alla scadenza naturale, quindi un riscatto anticipato comporta quasi sempre un rendimento inferiore a quello dichiarato sul foglio informativo.
I BFP sono sempre disponibili agli stessi tassi?
No. Poste Italiane aggiorna periodicamente le condizioni delle nuove emissioni. I tassi indicati in questo articolo sono rappresentativi del periodo di pubblicazione e vanno sempre verificati sul sito ufficiale prima di sottoscrivere.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informativa e non costituiscono consulenza finanziaria personalizzata. Prima di sottoscrivere un Buono Fruttifero Postale o qualsiasi altro strumento di risparmio, verifica sempre il foglio informativo aggiornato su poste.it. Valuta la scelta più adatta alla tua situazione, eventualmente con l’aiuto di un consulente abilitato. Consulta il nostro Disclaimer Finanziario per maggiori dettagli.
