ISEE 2026: cos’è, come si calcola e a cosa serve

ISEE 2026

Dal 2026 gli ISEE sono di fatto due: quello ordinario, valido per la gran parte delle agevolazioni, e uno più favorevole riservato a cinque prestazioni per le famiglie e per l’inclusione, con franchigia sulla casa più alta e maggiorazioni per i figli rafforzate. In questo articolo vediamo cos’è l’ISEE, come si calcola passo per passo, cosa cambia davvero nel 2026 e quali documenti servono per la DSU, con un piccolo simulatore per farsi un’idea del proprio indicatore. — Aura

Cos’è l’ISEE e a cosa serve nel 2026

L’ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è l’attestazione con cui l’INPS misura la condizione economica di un nucleo familiare incrociando reddito, patrimonio e composizione della famiglia. Non è una tassa né un contributo: è un numero che le pubbliche amministrazioni usano per decidere chi ha diritto a una prestazione agevolata e, spesso, anche in che misura. Serve per l’Assegno Unico, l’assegno di inclusione, il bonus asilo nido, le tasse universitarie, le agevolazioni su bollette e mense scolastiche, e per decine di bonus decisi da Regioni e Comuni.

Il calcolo si basa sempre su dati di due anni prima rispetto a quello di presentazione. Per l’ISEE 2026, quindi, contano i redditi percepiti nel 2024 (quelli che risultano nel modello 730/2025 o nella Certificazione Unica) e il patrimonio posseduto al 31 dicembre 2024, non la situazione economica attuale.

Come si calcola l’ISEE: la formula e la scala di equivalenza

Il calcolo dell’ISEE si basa su due elementi. Il primo è l’ISE (Indicatore della Situazione Economica), dato dalla somma del reddito complessivo del nucleo e del 20% del patrimonio (mobiliare e immobiliare, al netto delle franchigie previste). Il secondo è la scala di equivalenza, un parametro che “pesa” l’ISE in base al numero di componenti della famiglia e ad alcune condizioni particolari. L’ISEE finale è il rapporto tra ISE e scala di equivalenza.

I parametri base della scala di equivalenza, aggiornati per l’ISEE 2026, sono questi:

Numero di componentiParametro scala di equivalenza
11,00
21,57
32,04
42,46
52,85

Le maggiorazioni che si sommano al parametro base sono la parte più cambiata nel 2026: le trovi tutte, con i valori aggiornati, nelle due tabelle qui sotto. Chi presenta l’ISEE per accedere a prestazioni sociosanitarie residenziali ha invece regole di calcolo dedicate.

Scala di equivalenza ISEE 2026: la tabella e le maggiorazioni

La scala di equivalenza è il numero per cui si divide l’ISE. Più il nucleo è numeroso, più il parametro cresce e più l’ISEE finale scende. La tabella base non è cambiata nel 2026 ed è la stessa per tutte le prestazioni.

Componenti del nucleoParametro base
11,00
21,57
32,04
42,46
52,85
oltre il quinto+0,35 per ogni componente in più
Parametri della scala di equivalenza previsti dal DPCM 159/2013, invariati nel 2026.

Sopra il parametro base si sommano le maggiorazioni. Qui, dal 2026, le cose si sdoppiano: le maggiorazioni applicate dipendono dalla prestazione che stai chiedendo.

Le maggiorazioni dell’ISEE ordinario

Valgono per tutte le agevolazioni che non rientrano nelle cinque prestazioni elencate più avanti: tasse universitarie, bonus bollette, mense e rette comunali, prestazioni sociosanitarie.

MaggiorazioneQuando si applica
0,20tre figli nel nucleo
0,20figli minorenni con entrambi i genitori, o l’unico genitore, che hanno lavorato almeno sei mesi nell’anno di riferimento
0,30almeno un figlio sotto i tre anni, con genitori lavoratori
0,35quattro figli nel nucleo
0,50ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficienza
0,50almeno cinque figli nel nucleo
Maggiorazioni previste dal DPCM 159/2013.

Le maggiorazioni dell’ISEE per le prestazioni familiari e per l’inclusione

Dal 3 marzo 2026, data di entrata in vigore del decreto ministeriale n. 3 del 2 marzo 2026, le maggiorazioni legate al numero di figli sono più alte per cinque prestazioni. Le altre maggiorazioni — disabilità, componenti oltre il quinto, genitori lavoratori — restano quelle ordinarie.

Figli nel nucleoMaggiorazione 2026Valore precedente
due0,10non prevista
tre0,250,20
quattro0,400,35
almeno cinque0,550,50
Maggiorazioni rideterminate dal DM n. 3/2026 per l’ISEE relativo alle prestazioni familiari e all’inclusione.

Non serve rifare la DSU per ottenerle. Con il messaggio del 6 marzo 2026, n. 799, l’INPS ha ricalcolato d’ufficio le attestazioni di tutte le dichiarazioni presentate dal 1° gennaio 2026.

Le novità ISEE 2026: cosa cambia davvero

Con il messaggio INPS n. 799 del 6 marzo 2026, l’Istituto ha recepito il decreto dipartimentale del Ministero del Lavoro n. 3 del 2 marzo 2026, che aggiorna la DSU e i modelli di attestazione ISEE per applicare le novità della Legge di Bilancio 2026. Ecco cosa cambia in concreto.

Franchigia sulla prima casa più alta

La quota di valore della casa di residenza che non incide sul patrimonio ai fini ISEE sale da 52.500 a 91.500 euro, con un tetto di 120.000 euro per chi risiede nel capoluogo di una città metropolitana. La franchigia aumenta di ulteriori 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. È una differenza rilevante per chi ha un mutuo o una casa di proprietà di valore medio-alto e finora si vedeva “penalizzato” nel calcolo.

Scala di equivalenza più favorevole per le famiglie con figli

Dal 1° gennaio 2026, per il calcolo dell’ISEE utilizzato ai fini di cinque specifiche prestazioni (assegno di inclusione, supporto per la formazione e il lavoro, Assegno Unico, bonus asilo nido e bonus nuovi nati) si applica una maggiorazione aggiuntiva della scala di equivalenza per i nuclei con figli:

Numero di figliMaggiorazione aggiuntiva 2026
2 figli+0,10
3 figli+0,25
4 figli+0,40
5 o più figli+0,55

Una scala di equivalenza più alta significa un ISEE più basso a parità di reddito e patrimonio, quindi un accesso più facile alle soglie di agevolazione per le famiglie numerose. Attenzione però: questa maggiorazione, così come la nuova franchigia sulla casa, si applica solo alle cinque prestazioni elencate sopra, non all’ISEE ordinario in generale.

Titoli di Stato e buoni postali esclusi fino a 50.000 euro

Dal patrimonio mobiliare si possono escludere, fino a un massimo di 50.000 euro per nucleo familiare, Buoni Ordinari del Tesoro, BTP, CCT, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale. Chi tiene parte dei risparmi in titoli di Stato o Buoni Fruttiferi Postali — un tema che abbiamo approfondito nel nostro articolo sui Buoni Fruttiferi Postali 2026 — vede quindi un ISEE più basso rispetto al passato, a parità di patrimonio complessivo.

DSU precompilata: diventa la modalità prioritaria

Dal 2026 la DSU precompilata non è più un’opzione riservata a chi usa direttamente il portale INPS: diventa la modalità prioritaria anche quando la dichiarazione viene presentata tramite un Centro di Assistenza Fiscale. In pratica, sempre più dati (redditi IRPEF, saldi e giacenze dei conti correnti, trattamenti INPS) arrivano già precompilati dagli archivi di INPS e Agenzia delle Entrate, riducendo gli errori di compilazione manuale. Per la piena operatività tramite intermediari si attende comunque il decreto attuativo del Ministero del Lavoro.

Calcolo automatico per scuole, università e Comuni

Il decreto PNRR n. 19/2026 introduce il calcolo automatico dell’ISEE per l’accesso a bonus e agevolazioni gestite da scuole, atenei e Comuni: queste amministrazioni potranno acquisire direttamente dall’INPS i dati necessari, senza chiedere all’utente di allegare l’attestazione ISEE a ogni domanda.

Novità in arrivo: criptovalute e rimesse estero nel patrimonio mobiliare

Un cambiamento più ampio, ma non ancora operativo, riguarda l’estensione del patrimonio mobiliare dichiarabile: criptovalute e asset digitali, giacenze in valuta estera e rimesse di denaro all’estero (incluse quelle tramite money transfer) dovranno essere dichiarate ai fini ISEE. La misura richiede un apposito decreto interministeriale, quindi per l’applicazione pratica occorre attendere ulteriori indicazioni ufficiali.

ISEE ordinario o ISEE per l’inclusione: quale ti viene applicato

Dal 1° gennaio 2026 esistono due valori dell’indicatore, calcolati sulla stessa DSU. Non scegli tu quale usare: lo decide la prestazione che chiedi. L’INPS applica il valore più favorevole solo a cinque misure.

  • Assegno unico e universale per i figli a carico
  • Assegno di Inclusione (ADI)
  • Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)
  • Bonus asilo nido e forme di supporto domiciliare
  • Bonus nuovi nati

Per tutto il resto continua a valere l’ISEE ordinario: università, bonus bollette, agevolazioni comunali, prestazioni sociosanitarie. Lì la franchigia sulla casa resta 52.500 euro e le maggiorazioni sono quelle del DPCM 159/2013.

C’è anche un automatismo che conviene conoscere: le domande che con l’ISEE ordinario avrebbero avuto esito negativo vengono sospese e riesaminate d’ufficio con il nuovo indicatore, senza che tu debba presentare nulla (comunicazione INPS del 13 gennaio 2026).

Franchigie e detrazioni: quanto patrimonio non entra nel calcolo

Nell’ISE entra il 20% del patrimonio, ma prima si tolgono le franchigie. È la parte del calcolo che più spesso viene sottovalutata, e quella che fa la differenza fra due famiglie con lo stesso reddito.

Patrimonio immobiliare

Gli immobili si valutano al valore ai fini IMU, non al prezzo di mercato. Dalla casa di abitazione si toglie prima il mutuo residuo, poi la franchigia. Della parte che eccede rilevano solo due terzi.

Casa di abitazioneISEE ordinarioISEE prestazioni familiari e inclusione
Franchigia base52.500 €91.500 €, che salgono a 120.000 € nei Comuni capoluogo delle città metropolitane
Incremento per i figli+2.500 € per ogni figlio convivente oltre il secondo+2.500 € per ogni figlio convivente oltre il primo

Patrimonio mobiliare

Conti correnti, depositi, titoli e fondi si sommano al 31 dicembre del secondo anno precedente. Per l’ISEE 2026 conta quindi la fotografia al 31 dicembre 2024. Anche qui c’è una franchigia.

  • 6.000 euro di base;
  • più 2.000 euro per ogni componente successivo al primo, fino a un massimo di 10.000 euro;
  • più 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo.

In aggiunta, restano fuori dal patrimonio mobiliare fino a 50.000 euro per nucleo di titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postali. Qui c’è un dettaglio pratico che vale soldi veri: nella DSU precompilata l’esclusione è automatica, mentre nella DSU autodichiarata deve indicarla il dichiarante, come ricorda la circolare INPS del 3 aprile 2025, n. 73. Se compili da solo e te ne dimentichi, l’ISEE esce più alto di quanto dovrebbe.

Un esempio con i numeri

Nucleo di quattro persone: due genitori che lavorano e due figli minorenni. Casa di proprietà con valore IMU di 90.000 euro e mutuo estinto, 8.000 euro sul conto, 30.000 euro di reddito complessivo. Cifre semplificate, ma il meccanismo è quello.

Con l’ISEE ordinario la franchigia sulla casa è 52.500 euro. L’eccedenza è 37.500 euro, di cui rilevano due terzi: 25.000 euro. Gli 8.000 euro sul conto rientrano nella franchigia mobiliare di 10.000 euro e non pesano. L’ISE è 30.000 + il 20% di 25.000 = 35.000 euro. La scala di equivalenza è 2,46 più 0,20 perché entrambi i genitori lavorano: 2,66. L’ISEE risulta di circa 13.158 euro.

Con l’ISEE per le prestazioni familiari e per l’inclusione la franchigia sale a 91.500 euro, più 2.500 euro per il secondo figlio: la casa non pesa affatto. L’ISE scende a 30.000 euro. La scala guadagna la nuova maggiorazione per due figli: 2,46 + 0,20 + 0,10 = 2,76. L’ISEE risulta di circa 10.870 euro.

Stessa famiglia, stessa dichiarazione, oltre 2.200 euro di differenza sull’indicatore. È il motivo per cui, dal 2026, chiedersi “quanto ho di ISEE” non basta più: bisogna chiedersi per quale prestazione.

DSU: quali documenti servono e come si presenta

La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) è il documento da cui nasce l’attestazione ISEE. Per compilarla servono, in sintesi: codice fiscale e documento d’identità di tutti i componenti del nucleo, l’eventuale contratto d’affitto, la documentazione sui redditi 2024 (CU, modello 730 o Unico), i dati sul patrimonio mobiliare al 31 dicembre 2024 (conti correnti, depositi, titoli, fondi, giacenza media), i dati sul patrimonio immobiliare (visure catastali, valore degli immobili anche esteri, mutui residui) e gli estremi di eventuali veicoli con cilindrata pari o superiore a 500cc posseduti alla data della domanda.

La DSU si può presentare online sul Portale Unico ISEE dell’INPS con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgendosi a un CAF, al proprio Comune o direttamente all’ente che eroga la prestazione richiesta. Esistono diverse tipologie di DSU: quella “mini” per l’ISEE ordinario copre la maggior parte delle prestazioni (compreso l’Assegno Unico), mentre serve la DSU integrale per l’ISEE università, socio-sanitario o per i nuclei con genitori non coniugati e non conviventi. Tutti i componenti maggiorenni del nucleo devono autorizzare il trattamento dei propri dati, direttamente con SPID o tramite delega al dichiarante.

Quando scade l’ISEE e come si rinnova

L’attestazione ISEE è valida per l’intero anno solare in cui viene presentata la DSU e scade il 31 dicembre. L’ISEE relativo al 2025 non è quindi più valido dal 1° gennaio 2026: chi vuole continuare a percepire l’Assegno Unico, il bonus asilo nido o altre prestazioni collegate deve presentare una nuova DSU per ottenere l’ISEE 2026, idealmente nei primi mesi dell’anno per evitare interruzioni nei pagamenti. Esiste anche l’ISEE corrente, utile in caso di variazioni significative della situazione lavorativa o patrimoniale rispetto ai due anni di riferimento: ha validità di sei mesi (o fino al 31 dicembre in caso di aggiornamento della sola componente patrimoniale) e va richiesto solo se la propria condizione economica è cambiata in modo sostanziale.

ISEE 2027: quando rinnovarlo e cosa serve

L’attestazione che hai in mano adesso ha una data di scadenza precisa: il 31 dicembre 2026. Le istruzioni ministeriali alla DSU lo dicono in una riga: la dichiarazione “ha validità dal momento della presentazione al 31 dicembre successivo”. Dal 1° gennaio 2027 quell’ISEE non serve più per chiedere nuove prestazioni, mentre resta valido per quelle già in corso di erogazione. Per avere l’ISEE 2027 occorre una nuova DSU, che si può presentare dal primo giorno dell’anno.

Cambiano anche gli anni di riferimento. Nella DSU presentata nel 2027 entrano i redditi del 2025 e il patrimonio posseduto al 31 dicembre 2025: la regola, fissata dal d.p.c.m. 159/2013, è sempre quella del secondo anno solare precedente. In concreto servono la dichiarazione dei redditi presentata nel 2026 e i saldi e le giacenze medie di conti, depositi e titoli al 31 dicembre 2025.

DataCosa accade
31 dicembre 2026Scade l’ISEE 2026: non vale più per presentare nuove domande
dal 1° gennaio 2027Si può presentare la DSU 2027 (redditi 2025, patrimoni al 31/12/2025)
da marzo 2027L’assegno unico viene ricalcolato con il nuovo ISEE; gennaio e febbraio seguono ancora quello precedente
30 giugno 2027Termine oltre il quale si perdono gli arretrati dell’assegno unico da marzo
31 dicembre 2027Scade l’ISEE 2027 e il giro ricomincia

Per l’assegno unico il rinnovo non è una formalità burocratica, è una questione di soldi. Senza un ISEE valido l’assegno continua ad arrivare, ma negli importi minimi. Il meccanismo è quello che l’INPS ha ricordato nel comunicato del 2 febbraio 2026: il nuovo ISEE si applica da marzo, e presentando la DSU entro il 30 giugno si ha diritto agli arretrati da marzo. Chi arriva dopo quella data riceve gli importi pieni solo dalle mensilità successive. Le date dei pagamenti mese per mese sono nella nostra pagina su assegno unico: date di pagamento e importi.

Una precisazione di onestà: il comunicato INPS con le date del 2027 non è ancora uscito e di norma arriva a inizio febbraio. Il meccanismo descritto sopra è però quello stabilito dalla normativa e applicato senza modifiche dal 2022, quindi è la base ragionevole su cui pianificare.

Conviene muoversi a gennaio per un motivo pratico. Fra gennaio e febbraio i CAF lavorano il grosso delle dichiarazioni dell’anno e l’attestazione non è immediata: se la DSU viene presentata a fine febbraio, può non essere attestata in tempo per la mensilità di marzo dell’assegno unico. La DSU precompilata, che si richiede dall’area riservata INPS con SPID, CIE o CNS, accorcia i tempi perché redditi e patrimoni arrivano già dall’Agenzia delle Entrate: resta da confermare o correggere quello che non torna. Se invece la tua situazione economica è peggiorata rispetto al 2025 — perdita del lavoro, cassa integrazione, chiusura di attività — lo strumento giusto è l’ISEE corrente, che fotografa i mesi recenti anziché il secondo anno precedente.

Resta una cosa che oggi, 12 ottobre 2026, nessuno può garantirti: che le regole di calcolo non cambino. La legge di bilancio 2027 è ancora in lavorazione e non è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale, quindi ogni ipotesi che gira sui giornali va trattata come tale. Finché il testo definitivo non è legge valgono le regole di oggi, compresa l’esclusione dei titoli di Stato e dei buoni fruttiferi postali fino a 50.000 euro per nucleo introdotta dal d.p.c.m. 13/2025. Aggiorniamo questa pagina appena il quadro è certo.

Simulatore: stima rapida del tuo ISEE

Il calcolo che segue è semplificato e puramente indicativo: applica la formula base (reddito + 20% del patrimonio, diviso la scala di equivalenza) senza considerare franchigie sulla casa, esclusioni sui titoli di Stato o maggiorazioni particolari. Serve solo per farsi un’idea di massima, non sostituisce il calcolo ufficiale sul Portale Unico ISEE dell’INPS.

Attenzione a queste cose prima di presentare la DSU

Alcuni errori sono comuni e rischiano di far scattare controlli o rettifiche dell’ISEE: dimenticare un conto corrente cointestato, non aggiornare la giacenza media dei conti, omettere un immobile ereditato non ancora accatastato a proprio nome, o considerare l’Assegno Unico già percepito come reddito aggiuntivo quando in realtà, ai fini del bonus asilo nido, è escluso dal calcolo. In caso di dubbi sulla propria situazione specifica, vale sempre la pena rivolgersi a un CAF o a un patronato prima di inviare la DSU, per evitare di dover presentare una dichiarazione sostitutiva o rischiare sanzioni per dichiarazioni mendaci.

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Strumenti utili

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Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informativa e non costituiscono consulenza fiscale o previdenziale personalizzata: l’ISEE effettivo dipende dalla situazione specifica di ogni nucleo familiare e dalle regole della singola prestazione richiesta. Per una valutazione della propria situazione rivolgiti a un CAF, un patronato o un professionista abilitato. Consulta il nostro Disclaimer Finanziario per maggiori dettagli. Dati citati in questo articolo: messaggio INPS n. 799 del 6 marzo 2026, decreto dipartimentale del Ministero del Lavoro n. 3 del 2 marzo 2026, Legge di Bilancio 2026, rielaborati da Informazione Fiscale.