Il buono fruttifero postale minori è il prodotto di risparmio postale pensato per mettere da parte una somma a nome di un bambino e rimborsarla, con gli interessi, al compimento dei 18 anni. Dal 22 settembre 2026 le condizioni sono cambiate e oggi riconosce il 5,00% annuo lordo per qualunque periodo di possesso: un livello che nessun libretto e nessun conto deposito a breve termine avvicina. La domanda vera, però, non è quanto rende sulla carta, ma quanto resta in mano al ragazzo dopo le tasse e cosa accade se i soldi servono prima. In questa guida trovi la tabella ufficiale, tre esempi di calcolo, il nodo del rimborso anticipato e il punto che quasi nessuno spiega: il rendimento dipende dall’età del bambino nel giorno della sottoscrizione. — Aura
Che cos’è il buono fruttifero postale minori
È un buono fruttifero postale emesso da Cassa Depositi e Prestiti e distribuito da Poste Italiane, intestabile soltanto a un minore. Come tutti i buoni, è assistito dalla garanzia dello Stato italiano e non ha costi di sottoscrizione, gestione o rimborso, a parte gli oneri fiscali.
Tre caratteristiche lo distinguono dagli altri buoni:
- La scadenza non la scegli tu. Il buono scade il giorno in cui l’intestatario compie 18 anni, qualunque sia la data di acquisto.
- Si può acquistare solo fino ai 16 anni e mezzo del minore. Oltre quella soglia non resterebbe il tempo minimo necessario perché gli interessi maturino.
- I soldi sono del minore, non di chi li versa. Questo vincolo giuridico è la ragione per cui il rimborso prima dei 18 anni è difficile e costoso, come vedremo.
Si sottoscrive da 50 euro e multipli di 50. In forma cartacea può comprarlo chiunque sia maggiorenne — un nonno, una zia, un amico di famiglia — mentre la forma dematerializzata è riservata al genitore o al tutore e resta collegata al Libretto Minori del bambino. Per i dettagli comuni a tutta la famiglia di prodotti puoi leggere la nostra guida ai buoni fruttiferi postali 2026: rendimenti e tassazione.
Quanto rende il buono fruttifero postale minori: la tabella in vigore
Le condizioni della serie TF118A260922, in vigore dal 22 settembre 2026, prevedono un rendimento effettivo annuo lordo del 5,00% alla fine di ciascun periodo di possesso. Il periodo di possesso si misura dalla data di sottoscrizione al compimento del diciottesimo anno di età dell’intestatario.
| Periodo di possesso | Rendimento effettivo annuo lordo |
|---|---|
| 1 anno e 6 mesi | 5,00% |
| 2 anni | 5,00% |
| 3 anni | 5,00% |
| 4 anni | 5,00% |
| 5 anni | 5,00% |
| 6 anni | 5,00% |
| 7 anni | 5,00% |
| 8 anni | 5,00% |
| 9 anni | 5,00% |
| 10 anni | 5,00% |
| 11 anni | 5,00% |
| 12 anni | 5,00% |
| 13 anni | 5,00% |
| 14 anni | 5,00% |
| 15 anni | 5,00% |
| 16 anni | 5,00% |
| 17 anni | 5,00% |
| 18 anni | 5,00% |
Vale la pena notare che questa tabella è piatta. Nelle emissioni precedenti il buono minori funzionava a scaletta: pochi punti percentuali nei primi anni e il 5,00% solo per chi arrivava a 17-18 anni di possesso. Oggi, invece, anche un buono acquistato per un ragazzo di quindici anni riconosce lo stesso tasso di uno acquistato per un neonato. È una semplificazione importante, ma non significa che il risultato finale sia lo stesso: cambia il tempo, e il tempo è l’unica variabile che conta davvero.
Un’avvertenza sulla parola “fisso”: il tasso è fisso per il tuo buono, cioè resta quello indicato alla sottoscrizione fino alla maggiore età. Non è invece garantito nel tempo per i buoni futuri: Cassa Depositi e Prestiti può cambiare le condizioni delle nuove emissioni in qualsiasi momento, come ha fatto a settembre. Se ti interessa seguire questi cambiamenti, teniamo aggiornata una pagina dedicata a quando escono i nuovi buoni fruttiferi postali.
L’età del bambino decide il risultato: tre esempi di calcolo
Poiché il tasso è lo stesso per tutti, l’unica leva che hai è l’anticipo. Ogni anno guadagnato è un anno in più di interesse composto al 5%. Ecco quanto vale netto a 18 anni un versamento di 1.000 euro, a seconda dell’età dell’intestatario nel giorno dell’acquisto. Gli importi sono già al netto dell’imposta del 12,5% sugli interessi.
| Età alla sottoscrizione | Anni di possesso | Valore netto a 18 anni (per 1.000 € versati) | Guadagno netto |
|---|---|---|---|
| Neonato | 18 | 2.230,79 € | +1.230,79 € |
| 3 anni | 15 | 1.943,94 € | +943,94 € |
| 6 anni | 12 | 1.696,37 € | +696,37 € |
| 8 anni | 10 | 1.550,28 € | +550,28 € |
| 10 anni | 8 | 1.417,77 € | +417,77 € |
| 13 anni | 5 | 1.241,75 € | +241,75 € |
| 15 anni | 3 | 1.137,92 € | +137,92 € |
| 16 anni e mezzo | 1,5 | 1.066,44 € | +66,44 € |
La differenza è netta. Mille euro versati alla nascita più che raddoppiano; gli stessi mille euro versati a quindici anni aggiungono meno di 140 euro. Su un orizzontale di diciotto anni il rendimento netto effettivo si avvicina al 4,56% annuo: è il 5,00% lordo meno il prelievo fiscale. In pratica: se l’obiettivo è la maggiore età, il momento migliore per iniziare è il più presto possibile, anche con 50 euro alla volta.
Simula il tuo caso
Quanto vale a 18 anni
Stima indicativa: tasso lordo 5,00% annuo composto (condizioni dal 22/09/2026), imposta sostitutiva 12,5% sugli interessi, imposta di bollo non considerata. Non è una quotazione né un preventivo.
Se stai ragionando su una cifra da accumulare mese per mese anziché su un versamento unico, ti sono più utili il calcolatore obiettivo di risparmio e quello del rendimento netto.
Tassazione, imposta di bollo e successione
Il trattamento fiscale è uno dei motivi per cui questo prodotto resta competitivo, e va guardato su tre voci distinte.
- Imposta sugli interessi: 12,5%. È l’aliquota agevolata riservata ai titoli di Stato e al risparmio postale, contro il 26% che si applica a conti deposito, azioni e quasi tutti gli altri strumenti finanziari. Su 1.000 euro di interessi maturati la differenza è di 135 euro.
- Imposta di bollo: 0,20% annuo. Non si applica se il valore complessivo del portafoglio di risparmio postale intestato alla stessa persona resta entro 5.000 euro. Molti buoni per minori restano sotto quella soglia e quindi non la pagano affatto; se invece si superano i 5.000 euro, il bollo si calcola su tutto il portafoglio e non solo sull’eccedenza.
- Imposta di successione: esenti. I buoni fruttiferi postali non rientrano nell’attivo ereditario ai fini dell’imposta di successione, un vantaggio che conta quando il versamento arriva da un nonno.
Le aliquote e le soglie sono quelle indicate nella scheda di sintesi e nel foglio informativo del prodotto, che è il documento da consultare prima di firmare. Per il quadro generale della tassazione dei rendimenti finanziari puoi fare riferimento all’Agenzia delle Entrate.
Il rimborso: alla maggiore età e, con difficoltà, prima
Questo è il punto su cui vale la pena essere chiari, perché è quello che trasforma un buon prodotto in una scelta sbagliata quando l’orizzonte è incerto.
Al compimento dei 18 anni il buono scade e il titolare — ormai maggiorenne — riceve il capitale versato più gli interessi maturati, al netto delle imposte. Dal giorno successivo alla scadenza il buono diventa infruttifero: non rende più nulla, quindi conviene chiedere il rimborso senza lasciarlo dormire. Il diritto al rimborso si prescrive dopo dieci anni dalla scadenza.
Prima dei 18 anni la situazione è diversa per due ragioni che si sommano:
- Serve l’autorizzazione del giudice tutelare. Le somme appartengono al minore e i genitori non possono disporne liberamente: per il rimborso anticipato occorre presentare un’istanza e motivarla. Non è una formalità istantanea.
- Il tasso crolla. In caso di rimborso prima della maggiore età, secondo la scheda di sintesi della serie in vigore, si applica un tasso di interesse nominale annuo lordo dello 0,50% al posto del 5,00%. E se il rimborso avviene entro i primi 18 mesi dalla sottoscrizione, non viene riconosciuto alcun interesse: torna indietro solo il capitale.
Tradotto in pratica: il buono minori non è un fondo di emergenza e non va usato come tale. I soldi a cui potresti dover accedere entro pochi anni vanno tenuti altrove — su questo abbiamo una guida dedicata al fondo di emergenza. Qui dentro mettici solo la quota che sei ragionevolmente sicuro di poter lasciare ferma fino ai diciotto anni del bambino.
Buoni minori e ISEE: la franchigia da 50.000 euro
Molti genitori temono che accantonare soldi a nome dei figli faccia salire l’ISEE e faccia perdere agevolazioni. La preoccupazione era fondata, ma la regola è cambiata.
Dal 3 aprile 2025, in attuazione del DPCM 14 gennaio 2025 n. 13, titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale possono essere esclusi dal calcolo dell’ISEE fino a 50.000 euro per nucleo familiare. L’esclusione non è automatica: va indicata compilando la nuova modulistica della Dichiarazione Sostitutiva Unica. Il comunicato è consultabile sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Per la maggior parte delle famiglie che mettono da parte qualche migliaio di euro per i figli, questo significa che i buoni non pesano più sull’indicatore. Se non hai presente come funziona il calcolo, parti dalla nostra guida su ISEE 2026: cos’è, come si calcola e a cosa serve.
Come si sottoscrive, passo per passo
- Verifica l’età. L’intestatario deve avere tra 0 e 16 anni e mezzo.
- Scegli la forma. Cartacea in ufficio postale, acquistabile da qualsiasi maggiorenne; dematerializzata online o in app, riservata al genitore o al tutore e agganciata al Libretto Minori.
- Prepara i documenti. Documento d’identità valido e codice fiscale tuoi e del minore.
- Definisci l’importo. Da 50 euro e multipli di 50. Il pagamento allo sportello avviene in contanti o con assegni intestati al minore.
- Leggi scheda di sintesi e foglio informativo della serie in emissione prima di firmare: sono i documenti che fanno fede sulle condizioni, non le tabelle di sintesi come questa.
Esiste anche una modalità a versamenti ricorrenti, il Piano di Risparmio “Piccoli e Buoni”, che emette buoni dematerializzati in automatico con la periodicità scelta: utile se preferisci accantonare cifre piccole e costanti invece di un versamento unico.
Conviene? Pro, contro e alternative
Al 5,00% lordo con tassazione al 12,5% e garanzia dello Stato, il buono fruttifero postale minori è oggi difficile da battere fra i prodotti a capitale garantito con orizzonte lungo. Ma ha vincoli precisi, e la scelta dipende da quanto quei vincoli si adattano alla tua situazione.
| A favore | Contro |
|---|---|
| Garanzia dello Stato italiano sul capitale | Soldi bloccati fino ai 18 anni del minore |
| Tassazione agevolata al 12,5% anziché al 26% | Rimborso anticipato al solo 0,50% e con autorizzazione del giudice tutelare |
| Nessun costo di sottoscrizione, gestione o rimborso | Nessun interesse se si rimborsa entro 18 mesi |
| Soglia d’ingresso bassa: 50 euro | Non acquistabile oltre i 16 anni e mezzo del minore |
| Esente da imposta di successione ed escludibile dall’ISEE entro 50.000 € | Rendimento nominale: l’inflazione futura può erodere il potere d’acquisto |
Sull’ultima riga vale la pena soffermarsi. Il 5,00% è un rendimento nominale: se nei prossimi diciotto anni l’inflazione media fosse del 2%, il guadagno reale sarebbe sensibilmente inferiore a quello che leggi nella tabella. Resta positivo, ma non va confuso con un aumento equivalente del potere d’acquisto.
Le principali alternative, all’interno e all’esterno del risparmio postale:
- Libretto Minori. Gratuito, senza vincoli e articolato in tre fasce d’età (0-12, 12-14, 14-18 anni): rende molto meno del buono, ma i soldi restano disponibili e serve come contenitore per i buoni dematerializzati.
- Deposito Supersmart Minori. Vincolo di 182 giorni da 500 euro, con rendimento a scadenza indicato al 3,25% annuo lordo: la scelta per somme che servono a breve, non per l’orizzonte della maggiore età.
- Conti deposito e ETF. Profili di rischio, liquidità e fiscalità completamente diversi, con tassazione al 26% e — nel caso degli ETF — senza garanzia sul capitale. Il confronto completo è nella nostra guida su risparmiare per i figli nel 2026.
Una strada intermedia, spesso la più sensata: tieni sul libretto o su un conto la quota che potrebbe servire prima, e destina al buono solo la parte davvero di lungo periodo. Le due cose non si escludono.
Domande frequenti
Posso intestare un buono minori a mio nipote?
Sì. In forma cartacea può sottoscriverlo qualsiasi persona maggiorenne — genitore, familiare o conoscente — purché l’intestatario sia un minore di età compresa tra 0 e 16 anni e mezzo. La forma dematerializzata è invece riservata al genitore o al tutore.
Il tasso del 5,00% può cambiare dopo che ho sottoscritto?
No. Il rendimento resta quello previsto dalla serie con cui hai sottoscritto e vale fino alla scadenza. Cassa Depositi e Prestiti può però modificare le condizioni delle emissioni successive, quindi un buono acquistato in futuro potrebbe rendere di più o di meno.
Che cosa succede se mio figlio compie 18 anni e non chiede il rimborso?
Il buono diventa infruttifero dal giorno successivo alla scadenza: non maturano più interessi. Il capitale e gli interessi già maturati restano dovuti, ma il diritto a incassarli si prescrive dopo dieci anni dalla scadenza. Conviene quindi chiedere il rimborso in tempi ragionevoli.
Posso versare più volte sullo stesso buono?
No: ogni sottoscrizione genera un buono a sé, con la propria data e il proprio periodo di possesso. Puoi però acquistarne più di uno nel tempo, anche da 50 euro, oppure attivare il piano a versamenti ricorrenti.
Il buono minori conta nell’ISEE?
Può essere escluso dal calcolo fino a 50.000 euro per nucleo familiare, come previsto dal DPCM 14 gennaio 2025 n. 13 e operativo dal 3 aprile 2025. L’esclusione va richiesta compilando la DSU aggiornata: non viene applicata automaticamente.
In sintesi
Il buono fruttifero postale minori nella serie in vigore dal 22 settembre 2026 riconosce il 5,00% annuo lordo per ogni periodo di possesso, con tassazione al 12,5%, capitale garantito dallo Stato e soglia d’ingresso di 50 euro. Poiché il tasso non dipende più dall’età del bambino, l’unico vero acceleratore è il tempo: prima si sottoscrive, più l’interesse composto lavora. In cambio accetti un vincolo serio, perché uscire prima dei diciotto anni costa il rendimento e richiede l’autorizzazione del giudice tutelare. È un buon strumento per la parte del risparmio dei figli che puoi permetterti di dimenticare, e un cattivo strumento per tutto il resto.
Dati verificati il 29 settembre 2026 sulle condizioni pubblicate da Poste Italiane per la serie TF118A260922. Le condizioni delle nuove emissioni possono cambiare: verifica sempre scheda di sintesi e foglio informativo aggiornati prima di sottoscrivere.
Fonti ufficiali: Poste Italiane — Buono dedicato ai minori; Scheda di sintesi serie TF118A260922; Ministero del Lavoro — esclusione di BTP, buoni e libretti postali dall’ISEE.
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