Aggiornato il 2 ottobre 2026. Date e importi da INPS, NoiPA (MEF) e Gazzetta Ufficiale.
Il calcolo tredicesima 2026 sembra materia da ufficio paghe, e invece è una divisione: prendi la retribuzione lorda di un mese, la dividi per dodici e la moltiplichi per i mesi che hai lavorato. Il punto dolente arriva dopo, quando guardi il netto. La gratifica natalizia viene tassata senza le detrazioni che alleggeriscono gli altri cedolini, quindi in tasca resta meno di quanto ti aspetti. Qui sotto trovi un calcolatore per avere subito una stima, le date di pagamento per dipendenti privati, pubblici e pensionati, e le regole che decidono quanto maturi davvero. — Aura
Calcolatore tredicesima 2026
Stima indicativa. Non considera addizionali regionali e comunali (che sulla tredicesima non vengono trattenute), conguaglio di fine anno, voci accessorie del CCNL, detrazioni e trattamento integrativo (che sulla tredicesima non si applicano).
La formula del calcolo tredicesima 2026
La tredicesima matura in dodicesimi. Ogni mese di lavoro vale un dodicesimo della retribuzione mensile lorda, e le frazioni di mese contano come mese intero solo se superano i quindici giorni. La formula è questa:
(retribuzione lorda mensile ÷ 12) × mesi maturati nell’anno
Un esempio concreto. Guadagni 2.000 euro lordi al mese e sei stato assunto il 10 marzo 2026. Marzo conta per intero, perché hai lavorato più di quindici giorni, quindi i mesi maturati sono dieci. Il calcolo dà 2.000 ÷ 12 × 10, cioè 1.666,67 euro lordi.
La base di partenza è la retribuzione “globale di fatto” così come la definisce il tuo contratto collettivo. Di norma comprende paga base, scatti di anzianità, superminimi e indennità fisse e continuative, mentre resta fuori tutto ciò che è variabile: straordinari, premi di produzione, rimborsi spese. Ogni CCNL però può scrivere regole proprie, quindi il contratto collettivo è il primo documento da aprire se vuoi un numero esatto invece di una stima.
Dal lordo al netto: perché la tredicesima pesa meno
Sulla tredicesima si pagano i contributi previdenziali come su una mensilità normale: nel settore privato l’aliquota ordinaria a carico del lavoratore è il 9,19% della retribuzione imponibile. Sul resto si applica l’IRPEF con le aliquote in vigore nel 2026, riscritte dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026), che ha portato il secondo scaglione dal 35% al 33%:
- 23% fino a 28.000 euro di reddito
- 33% da 28.001 a 50.000 euro
- 43% oltre 50.000 euro
Qui arriva la differenza che spiega tutto. Le detrazioni per lavoro dipendente, quelle per familiari a carico e il trattamento integrativo sono rapportati al periodo di paga ordinario e non si applicano alla tredicesima. L’imposta quindi colpisce senza sconti. In compenso sulla gratifica natalizia non vengono trattenute le addizionali regionali e comunali, che l’azienda versa a rate sugli altri mesi dell’anno.
Il risultato pratico: su una tredicesima resta in tasca intorno al 65-70% del lordo, contro il 75-80% circa di un cedolino ordinario. Ecco tre esempi con dodici mesi maturati.
| Lordo mensile | Contributi 9,19% | Aliquota IRPEF | Netto stimato | % che resta |
|---|---|---|---|---|
| 1.500 € | 137,85 € | 23% | 1.048,86 € | 69,9% |
| 2.000 € | 183,80 € | 23% | 1.398,47 € | 69,9% |
| 3.200 € | 294,08 € | 33% | 1.946,97 € | 60,8% |
Quando arriva la tredicesima nel 2026
Dipendenti privati
La data la fissa il contratto collettivo, non la legge. Quasi tutti i CCNL collocano la tredicesima con la retribuzione di dicembre e indicano come termine ultimo la vigilia di Natale; molte aziende anticipano al 15-20 dicembre, in modo che arrivi prima delle spese di fine anno. Se il contratto non dice nulla, vale la prassi aziendale consolidata degli anni precedenti.
Dipendenti pubblici (NoiPA)
Il settore pubblico la riceve prima. NoiPA liquida la tredicesima con un’emissione speciale a metà dicembre, e negli ultimi anni l’accredito è caduto fra il 14 e il 16 dicembre a seconda del comparto. Le date esatte del 2026 compaiono nel calendario pagamenti di NoiPA, che conviene controllare a fine novembre. La base di calcolo è la retribuzione di dicembre — stipendio tabellare e indennità integrativa speciale — senza le voci accessorie, perciò l’importo è più basso di una mensilità piena.
Pensionati INPS
Per i pensionati la tredicesima si somma alla rata di dicembre, che l’INPS accredita il primo giorno bancabile del mese: nel 2026 cade martedì 1 dicembre, sia su conto bancario sia su conto o libretto postale. Chi ritira in contanti allo sportello segue il consueto calendario alfabetico che Poste Italiane pubblica ogni mese. Anche qui l’IRPEF si applica senza detrazioni, quindi il netto di dicembre è meno del doppio di una rata normale. Le date mese per mese le trovi nella nostra pagina sul pagamento delle pensioni INPS.
Chi ha diritto alla tredicesima e chi no
La ricevono tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, a tempo indeterminato e determinato, full time e part time — in questo caso in proporzione alle ore — compresi gli apprendisti. La prendono anche i lavoratori domestici, colf e badanti, con le regole del contratto di settore, e i pensionati. Restano fuori i lavoratori autonomi e le partite IVA, perché non hanno un rapporto di lavoro subordinato, e i collaboratori occasionali.
Se il rapporto di lavoro finisce durante l’anno, la quota maturata non si perde: viene liquidata nell’ultima busta paga insieme al TFR e alle ferie non godute.
I periodi che non maturano la tredicesima
Non tutte le assenze sono uguali. Maturano regolarmente ferie e permessi retribuiti, malattia e infortunio nei limiti previsti dal CCNL, maternità e paternità obbligatorie. Non maturano invece, salvo previsioni più favorevoli del contratto collettivo, il congedo parentale, l’aspettativa non retribuita, le assenze ingiustificate e le ore di sciopero.
È la spiegazione più frequente di una tredicesima più bassa dell’anno precedente a stipendio invariato: qualche mese non ha maturato.
L’importo aggiuntivo di 154,94 euro per le pensioni basse
Insieme alla tredicesima, chi percepisce una pensione entro il trattamento minimo riceve a dicembre un importo aggiuntivo fino a 154,94 euro, previsto dall’articolo 70, comma 7, della legge 388/2000. Non è un bonus nuovo e non va richiesto: l’INPS lo attribuisce d’ufficio a chi rientra nei limiti.
Il trattamento minimo 2026 è di 611,85 euro al mese, cioè 7.954,05 euro all’anno: lo ha fissato la circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025, applicando la perequazione provvisoria dell’1,4% stabilita dal decreto del Ministero dell’Economia del 19 novembre 2025. Le condizioni sono tre: la somma delle pensioni non deve superare il trattamento minimo annuo, il reddito personale non deve superare una volta e mezza quel valore e, per chi è coniugato, il reddito cumulato con il coniuge non deve superare tre volte. Applicati ai valori 2026 significa circa 11.931 euro di reddito personale e 23.862 euro di reddito coniugale; i limiti definitivi li conferma l’INPS nella circolare di dicembre. Chi supera di poco la soglia riceve l’importo in misura ridotta, fino a capienza.
Tredicesima e quattordicesima non sono la stessa cosa
La tredicesima spetta a tutti i dipendenti. La quattordicesima no: la prevedono soltanto alcuni contratti collettivi, per esempio commercio e turismo, e si paga a giugno o luglio. Per i pensionati INPS, invece, la quattordicesima è una cosa diversa ancora: una somma aggiuntiva riservata ai redditi bassi, accreditata con la rata di luglio.
Domande frequenti sulla tredicesima
Si può chiedere la tredicesima in anticipo?
Non esiste un diritto all’anticipo. Alcuni CCNL o accordi aziendali lo prevedono, altrimenti dipende dalla disponibilità del datore di lavoro. È diverso dal TFR, per il quale la legge prevede l’anticipazione in casi specifici come spese sanitarie o acquisto della prima casa.
La tredicesima è pignorabile?
Sì, con gli stessi limiti dello stipendio: di regola un quinto, con soglie diverse a seconda del tipo di debito. Non è una somma protetta solo perché arriva a dicembre.
Entra nel calcolo dell’ISEE?
Sì. L’ISEE guarda il reddito complessivo dell’anno di riferimento, tredicesima compresa. Se vuoi capire come si compone, abbiamo una guida dedicata al calcolo dell’ISEE.
Perché quest’anno mi arriva meno dell’anno scorso?
Le cause tipiche sono tre: hai lavorato meno mesi, hai avuto periodi che non maturano la gratifica, oppure il tuo reddito annuo è cresciuto e la tredicesima è finita in uno scaglione IRPEF più alto. Un aumento di stipendio può quindi convivere con una tredicesima netta più bassa.
Il calcolo vale anche per il part time?
Sì, la formula è la stessa: cambia la base, perché la retribuzione mensile è già proporzionata alle ore del contratto. Se durante l’anno hai cambiato percentuale di part time, la tredicesima si calcola pro quota sui diversi periodi.
Altri strumenti utili
Se la tredicesima ti serve per mettere ordine nei conti di fine anno, puoi partire dallo stipendio netto 2026, controllare come cambiano le trattenute con le nuove aliquote IRPEF e dare un’occhiata a tutti i calcolatori di Gestione del Denaro.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o del lavoro personalizzata. Gli importi calcolati sono stime: il valore esatto della tua tredicesima dipende dal CCNL applicato, dalla tua situazione contributiva e dal conguaglio di fine anno. Per il tuo caso specifico rivolgiti al tuo ufficio paghe, a un consulente del lavoro o a un CAF. Leggi il nostro disclaimer finanziario.




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