Ogni anno migliaia di contribuenti pagano più tasse del dovuto semplicemente perché non conoscono (o dimenticano) detrazioni a cui avrebbero diritto. In questa guida al 730 precompilato 2026 vediamo le principali novità e le detrazioni meno note che vale la pena controllare prima di presentare la dichiarazione. — Aura
Cosa cambia nel 730 precompilato 2026
- Nuovo sistema IRPEF a tre aliquote: il primo e il secondo scaglione sono stati accorpati, con una rimodulazione verso il basso delle aliquote medie per una parte dei contribuenti.
- Tetto alle detrazioni per i redditi alti: per chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 €, il nuovo articolo 16-ter del TUIR introduce un massimale di spesa detraibile, calcolato in base al reddito e al numero di figli a carico. Non è più tutto illimitatamente detraibile come in passato.
- Detrazione per figli a carico: spetta ora fino ai 30 anni non compiuti (con limiti di reddito del figlio), ma è stata abolita per i figli che hanno già compiuto 30 anni, salvo disabilità accertata.
- Spese mediche più semplici da dichiarare: se i dati sono già presenti nel Sistema Tessera Sanitaria, spesso non serve più conservare scontrini e fatture: basta scaricare il riepilogo precompilato.
Queste sono le linee generali: gli importi esatti, le soglie di reddito e le percentuali possono variare in base alla situazione personale. Per un calcolo preciso, il confronto con un CAF o un commercialista resta indispensabile.
Le detrazioni meno conosciute da non dimenticare
Oltre alle spese mediche e agli interessi sul mutuo prima casa, che quasi tutti ricordano di dichiarare, ci sono voci meno note che vengono spesso dimenticate:
- Spese veterinarie: detraibili al 19% sulla parte che supera una franchigia, entro un tetto massimo annuo.
- Abbonamenti al trasporto pubblico: detrazione del 19% fino a un importo massimo annuo, anche per i familiari a carico.
- Attività sportiva dei figli: iscrizione a palestre, piscine e associazioni sportive per ragazzi, detraibile al 19% entro un tetto per figlio.
- Affitto per studenti fuori sede: canoni di locazione per studenti universitari lontani dalla residenza, detraibili al 19% entro un massimale.
- Bonus mobili: se collegato a una ristrutturazione edilizia già avviata, permette di detrarre una quota delle spese per l’arredo della casa ristrutturata.
- Erogazioni liberali a ONLUS ed enti del terzo settore: detraibili con percentuali più alte (fino al 30-35% in alcuni casi), entro limiti di importo.
- Spese funebri: detraibili al 19% entro un tetto massimo, anche se sostenute per persone non necessariamente legate da vincoli di parentela stretta.
- Contributi ai fondi di previdenza complementare: qui si parla di deduzione (non detrazione) dal reddito imponibile, di cui parliamo più nel dettaglio nella guida ai fondi pensione.
Percentuali, franchigie e tetti massimi di ciascuna voce sono soggetti a modifiche normative annuali: verifica sempre gli importi aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o con il tuo CAF prima di presentare la dichiarazione.
Quanto vale una detrazione: il calcolatore
Le detrazioni riducono direttamente l’imposta da pagare (a differenza delle deduzioni, che riducono il reddito imponibile). Inserisci la spesa sostenuta e la percentuale di detrazione applicabile per stimare il risparmio fiscale.
Calcola il risparmio della detrazione
Calcolo semplificato: non tiene conto di franchigie, tetti massimi di spesa né del nuovo limite per redditi oltre 75.000 € (art. 16-ter TUIR). Verifica sempre la tua situazione con un CAF o un commercialista.
Documenti da preparare per il 730 precompilato 2026
- Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico.
- Riepilogo spese sanitarie dal Sistema Tessera Sanitaria.
- Ricevute di bonifici per ristrutturazioni, interessi mutuo, spese universitarie e assicurazioni.
- Documentazione su eventuali contributi versati a fondi pensione o forme di previdenza complementare.
- Dati su eventuali immobili posseduti (rendite catastali, contratti di locazione).
“La dichiarazione precompilata ha semplificato molto il lavoro, ma non sostituisce un controllo attento: le detrazioni che l’Agenzia delle Entrate non conosce (perché non risultano da fatture elettroniche o tessera sanitaria) vanno aggiunte tu stesso.”
— Aura
Nota importante
Le norme fiscali cambiano ogni anno e le percentuali, le franchigie e i tetti di spesa citati in questo articolo hanno valore indicativo. Questo contenuto ha finalità informativa ed educativa e non costituisce consulenza fiscale personalizzata: per la tua dichiarazione dei redditi rivolgiti a un CAF o a un commercialista abilitato. Leggi il disclaimer completo →
