Chi ha un contratto da dipendente o percepisce una pensione può accedere a un tipo di prestito con una caratteristica precisa: la rata non si paga di tasca propria, ma viene trattenuta direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico. È la cessione del quinto, uno strumento molto diffuso in Italia proprio per questa comodità di rimborso, ma che ha un costo reale spesso più alto di quanto sembri a un primo sguardo. Vediamo come funziona, quali sono i tassi in vigore nel terzo trimestre 2026 e come calcolare in anticipo la rata effettiva. — Aura
Cos’è la cessione del quinto e chi può richiederla
La cessione del quinto è un prestito personale non finalizzato, cioè utilizzabile per qualsiasi scopo, riservato a due categorie di persone: i lavoratori dipendenti (sia pubblici sia privati, con contratto a tempo indeterminato o determinato con alcune limitazioni) e i pensionati INPS o di altri enti previdenziali. Il nome deriva dal limite di legge sulla rata: non può superare un quinto (il 20%) dello stipendio netto o della pensione netta mensile. Chi ha già una cessione del quinto in corso può comunque accedere a una forma aggiuntiva di prestito, la delegazione di pagamento, che permette di arrivare fino a un ulteriore quinto dello stipendio, per un totale teorico del 40% del netto.
La durata del rimborso va da un minimo di 24 a un massimo di 120 mesi (10 anni), con importi che in genere vanno da circa 1.500 euro fino a 75.000 euro, in base al reddito e all’età dell’intestatario. Il tasso applicato è sempre fisso per tutta la durata del piano: la rata, una volta firmato il contratto, non cambia più fino all’estinzione.
Come funziona: dalla richiesta alla trattenuta in busta paga
La richiesta si presenta a una banca o a una finanziaria abilitata, che valuta l’anzianità lavorativa (o l’età anagrafica per i pensionati), la tipologia contrattuale e la capienza residua del reddito. Una volta approvato il finanziamento, l’istituto notifica il piano di ammortamento al datore di lavoro o all’ente pensionistico, che da quel momento trattiene la rata direttamente e la versa alla banca, prima ancora di accreditare lo stipendio o la pensione netta al lavoratore.
Questo meccanismo riduce fortemente il rischio di insolvenza per la banca, che infatti richiede solitamente due garanzie assicurative obbligatorie per legge: una polizza rischio vita (che estingue il debito residuo in caso di decesso dell’intestatario) e una polizza rischio impiego (che copre le rate in caso di perdita del lavoro, prevista per i soli dipendenti, non per i pensionati). Il costo di queste polizze non è facoltativo e incide in modo significativo sul costo complessivo del prestito.
Quanto costa davvero: la differenza tra TAN e TAEG
Il TAN (Tasso Annuo Nominale) indica solo il costo degli interessi puri applicati al capitale prestato. Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) è invece l’indicatore che conta davvero, perché somma al TAN le spese di istruttoria, le commissioni di intermediazione e, soprattutto, il costo delle polizze assicurative obbligatorie. Nella cessione del quinto lo scarto tra TAN e TAEG è tipicamente più ampio che in un prestito personale ordinario, proprio a causa del peso delle coperture assicurative: non è raro trovare un TAN del 5-7% che diventa un TAEG superiore di 1,5-2 punti percentuali, o anche di più per gli importi e le età più penalizzanti.
Prima di firmare, conviene sempre chiedere il documento “Informazioni Europee di Base sul Credito ai Consumatori” (SECCI), che riporta TAN, TAEG, importo totale dovuto e costo delle polizze in modo separato e confrontabile tra diverse offerte.
I tassi soglia in vigore nel terzo trimestre 2026
Ogni trimestre il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sulla base delle rilevazioni di Banca d’Italia, pubblica i tassi effettivi globali medi (TEGM) praticati dal mercato: da questi si ricava il tasso soglia di usura, il limite massimo oltre il quale un finanziamento è illegale. Con il Decreto n. 31747 del 23 giugno 2026 del MEF – Dipartimento del Tesoro, in vigore dal 1° luglio al 30 settembre 2026, i valori per la cessione del quinto sono i seguenti.
| Classe di importo | Tasso medio (TEGM) | Soglia usura |
|---|---|---|
| Fino a 15.000 euro | 13,87% | 21,3375% |
| Oltre 15.000 euro | 9,57% | 15,9625% |
Per la cessione del quinto della pensione, l’INPS applica inoltre soglie TAEG convenzionali differenziate per classe di età, comunicate con il messaggio n. 2145 del 30 giugno 2026: più il pensionato è anziano al termine del piano di ammortamento, più alta è la soglia consentita, perché il rischio assicurativo aumenta.
| Età a fine piano | Soglia TAEG fino a 15.000 € | Soglia TAEG oltre 15.000 € |
|---|---|---|
| Fino a 59 anni | 10,04% | 7,81% |
| 60-64 anni | 10,84% | 8,61% |
| 65-69 anni | 11,64% | 9,41% |
| 70-74 anni | 12,34% | 10,11% |
| 75-79 anni | 13,14% | 10,91% |
| Oltre 79 anni | 21,3375% | 15,9625% |
È bene ricordare che questi sono tassi soglia, cioè limiti massimi di legge: i tassi effettivamente praticati dalle singole banche o finanziarie sono di norma più bassi. Per un dipendente pubblico i TAN indicativi di mercato oggi si muovono spesso tra il 5% e il 6%, per un dipendente privato tra il 6,5% e il 7,5%, mentre per un pensionato tra il 6% e il 7%, con TAEG corrispondenti superiori di 1,5-2 punti in tutti e tre i casi. Le condizioni reali variano comunque molto in base all’ente convenzionato, all’età e all’importo richiesto: la soglia di usura non va confusa con il tasso che verrà offerto.
Simulatore: calcola la rata indicativa
Inserisci importo, durata e un TAN indicativo per farti un’idea della rata mensile e del costo totale degli interessi. Si tratta di una stima semplificata, che non include il costo delle polizze assicurative obbligatorie: il TAEG reale, e quindi la rata definitiva, dipenderanno dal preventivo che riceverai dalla banca o dalla finanziaria.
Simulatore rata cessione del quinto
Documenti necessari e tempi di erogazione
Per presentare la domanda servono in genere un documento d’identità e il codice fiscale, le ultime due o tre buste paga (o il cedolino della pensione), l’ultima Certificazione Unica e, per i dipendenti, una dichiarazione del datore di lavoro sull’anzianità di servizio e sulla capienza residua del quinto. I pensionati devono inoltre fornire l’estratto conto previdenziale aggiornato, scaricabile dal portale INPS o richiedibile a un patronato. Una volta raccolta la documentazione, l’istruttoria richiede in media dai 7 ai 15 giorni lavorativi: per i dipendenti pubblici, che devono attendere anche la notifica al datore di lavoro e la sua accettazione formale, i tempi possono allungarsi fino a un mese. Per i pensionati, la richiesta passa attraverso la procedura telematica INPS “Quote Quinto”, che effettua un controllo automatico e bloccante: se il tasso proposto dalla banca supera la soglia convenzionale per la classe di età dell’intestatario, il piano viene respinto e la notifica non va a buon fine.
Dipendenti pubblici, privati e pensionati: le differenze principali
Le banche considerano il dipendente pubblico il profilo meno rischioso, per la stabilità del rapporto di lavoro: è per questo che, a parità di importo, i tassi offerti ai dipendenti statali o di enti pubblici sono spesso i più bassi del mercato. Per i dipendenti privati il tasso dipende anche dalla dimensione e dalla solidità dell’azienda: chi lavora per una grande impresa con TFR consistente ottiene di norma condizioni migliori rispetto a chi è assunto in una piccola realtà. Per i pensionati, infine, il tasso applicato cresce con l’età dell’intestatario a fine piano, perché aumenta il costo della polizza vita: è il motivo per cui le soglie INPS viste sopra salgono progressivamente per le fasce d’età più alte.
