ISEE 2026: cos’è, come si calcola e a cosa serve

Da marzo 2026 l’ISEE ha regole nuove: cambia la franchigia sulla casa, si rafforza la scala di equivalenza per le famiglie con figli e la Dichiarazione Sostitutiva Unica diventa precompilata anche quando si passa da un CAF. In questo articolo vediamo cos’è l’ISEE, come si calcola passo per passo, cosa cambia davvero nel 2026 e quali documenti servono per la DSU, con un piccolo simulatore per farsi un’idea del proprio indicatore. — Aura

Cos’è l’ISEE e a cosa serve nel 2026

L’ISEE, Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è l’attestazione con cui l’INPS misura la condizione economica di un nucleo familiare incrociando reddito, patrimonio e composizione della famiglia. Non è una tassa né un contributo: è un numero che le pubbliche amministrazioni usano per decidere chi ha diritto a una prestazione agevolata e, spesso, anche in che misura. Serve per l’Assegno Unico, l’assegno di inclusione, il bonus asilo nido, le tasse universitarie, le agevolazioni su bollette e mense scolastiche, e per decine di bonus decisi da Regioni e Comuni.

Il calcolo si basa sempre su dati di due anni prima rispetto a quello di presentazione. Per l’ISEE 2026, quindi, contano i redditi percepiti nel 2024 (quelli che risultano nel modello 730/2025 o nella Certificazione Unica) e il patrimonio posseduto al 31 dicembre 2024, non la situazione economica attuale.

Come si calcola l’ISEE: la formula e la scala di equivalenza

Il calcolo dell’ISEE si basa su due elementi. Il primo è l’ISE (Indicatore della Situazione Economica), dato dalla somma del reddito complessivo del nucleo e del 20% del patrimonio (mobiliare e immobiliare, al netto delle franchigie previste). Il secondo è la scala di equivalenza, un parametro che “pesa” l’ISE in base al numero di componenti della famiglia e ad alcune condizioni particolari. L’ISEE finale è il rapporto tra ISE e scala di equivalenza.

I parametri base della scala di equivalenza, aggiornati per l’ISEE 2026, sono questi:

Numero di componentiParametro scala di equivalenza
11,00
21,57
32,04
42,46
52,85

A questi valori si aggiungono maggiorazioni per condizioni specifiche: +0,35 per ogni componente oltre il quinto, +0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente, e maggiorazioni comprese tra 0,2 e 0,5 in presenza di tre o più figli o quando entrambi i genitori lavorano. Chi presenta l’ISEE per accedere a prestazioni sociosanitarie residenziali ha regole di calcolo dedicate.

Le novità ISEE 2026: cosa cambia davvero

Con il messaggio INPS n. 799 del 6 marzo 2026, l’Istituto ha recepito il decreto dipartimentale del Ministero del Lavoro n. 3 del 2 marzo 2026, che aggiorna la DSU e i modelli di attestazione ISEE per applicare le novità della Legge di Bilancio 2026. Ecco cosa cambia in concreto.

Franchigia sulla prima casa più alta

La quota di valore della casa di residenza che non incide sul patrimonio ai fini ISEE sale da 52.500 a 91.500 euro, con un tetto di 120.000 euro per chi risiede nel capoluogo di una città metropolitana. La franchigia aumenta di ulteriori 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. È una differenza rilevante per chi ha un mutuo o una casa di proprietà di valore medio-alto e finora si vedeva “penalizzato” nel calcolo.

Scala di equivalenza più favorevole per le famiglie con figli

Dal 1° gennaio 2026, per il calcolo dell’ISEE utilizzato ai fini di cinque specifiche prestazioni (assegno di inclusione, supporto per la formazione e il lavoro, Assegno Unico, bonus asilo nido e bonus nuovi nati) si applica una maggiorazione aggiuntiva della scala di equivalenza per i nuclei con figli:

Numero di figliMaggiorazione aggiuntiva 2026
2 figli+0,10
3 figli+0,25
4 figli+0,40
5 o più figli+0,55

Una scala di equivalenza più alta significa un ISEE più basso a parità di reddito e patrimonio, quindi un accesso più facile alle soglie di agevolazione per le famiglie numerose. Attenzione però: questa maggiorazione, così come la nuova franchigia sulla casa, si applica solo alle cinque prestazioni elencate sopra, non all’ISEE ordinario in generale.

Titoli di Stato e buoni postali esclusi fino a 50.000 euro

Dal patrimonio mobiliare si possono escludere, fino a un massimo di 50.000 euro per nucleo familiare, Buoni Ordinari del Tesoro, BTP, CCT, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale. Chi tiene parte dei risparmi in titoli di Stato o Buoni Fruttiferi Postali — un tema che abbiamo approfondito nel nostro articolo sui Buoni Fruttiferi Postali 2026 — vede quindi un ISEE più basso rispetto al passato, a parità di patrimonio complessivo.

DSU precompilata: diventa la modalità prioritaria

Dal 2026 la DSU precompilata non è più un’opzione riservata a chi usa direttamente il portale INPS: diventa la modalità prioritaria anche quando la dichiarazione viene presentata tramite un Centro di Assistenza Fiscale. In pratica, sempre più dati (redditi IRPEF, saldi e giacenze dei conti correnti, trattamenti INPS) arrivano già precompilati dagli archivi di INPS e Agenzia delle Entrate, riducendo gli errori di compilazione manuale. Per la piena operatività tramite intermediari si attende comunque il decreto attuativo del Ministero del Lavoro.

Calcolo automatico per scuole, università e Comuni

Il decreto PNRR n. 19/2026 introduce il calcolo automatico dell’ISEE per l’accesso a bonus e agevolazioni gestite da scuole, atenei e Comuni: queste amministrazioni potranno acquisire direttamente dall’INPS i dati necessari, senza chiedere all’utente di allegare l’attestazione ISEE a ogni domanda.

Novità in arrivo: criptovalute e rimesse estero nel patrimonio mobiliare

Un cambiamento più ampio, ma non ancora operativo, riguarda l’estensione del patrimonio mobiliare dichiarabile: criptovalute e asset digitali, giacenze in valuta estera e rimesse di denaro all’estero (incluse quelle tramite money transfer) dovranno essere dichiarate ai fini ISEE. La misura richiede un apposito decreto interministeriale, quindi per l’applicazione pratica occorre attendere ulteriori indicazioni ufficiali.

DSU: quali documenti servono e come si presenta

La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) è il documento da cui nasce l’attestazione ISEE. Per compilarla servono, in sintesi: codice fiscale e documento d’identità di tutti i componenti del nucleo, l’eventuale contratto d’affitto, la documentazione sui redditi 2024 (CU, modello 730 o Unico), i dati sul patrimonio mobiliare al 31 dicembre 2024 (conti correnti, depositi, titoli, fondi, giacenza media), i dati sul patrimonio immobiliare (visure catastali, valore degli immobili anche esteri, mutui residui) e gli estremi di eventuali veicoli con cilindrata pari o superiore a 500cc posseduti alla data della domanda.

La DSU si può presentare online sul Portale Unico ISEE dell’INPS con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgendosi a un CAF, al proprio Comune o direttamente all’ente che eroga la prestazione richiesta. Esistono diverse tipologie di DSU: quella “mini” per l’ISEE ordinario copre la maggior parte delle prestazioni (compreso l’Assegno Unico), mentre serve la DSU integrale per l’ISEE università, socio-sanitario o per i nuclei con genitori non coniugati e non conviventi. Tutti i componenti maggiorenni del nucleo devono autorizzare il trattamento dei propri dati, direttamente con SPID o tramite delega al dichiarante.

Quando scade l’ISEE e come si rinnova

L’attestazione ISEE è valida per l’intero anno solare in cui viene presentata la DSU e scade il 31 dicembre. L’ISEE relativo al 2025 non è quindi più valido dal 1° gennaio 2026: chi vuole continuare a percepire l’Assegno Unico, il bonus asilo nido o altre prestazioni collegate deve presentare una nuova DSU per ottenere l’ISEE 2026, idealmente nei primi mesi dell’anno per evitare interruzioni nei pagamenti. Esiste anche l’ISEE corrente, utile in caso di variazioni significative della situazione lavorativa o patrimoniale rispetto ai due anni di riferimento: ha validità di sei mesi (o fino al 31 dicembre in caso di aggiornamento della sola componente patrimoniale) e va richiesto solo se la propria condizione economica è cambiata in modo sostanziale.

Simulatore: stima rapida del tuo ISEE

Il calcolo che segue è semplificato e puramente indicativo: applica la formula base (reddito + 20% del patrimonio, diviso la scala di equivalenza) senza considerare franchigie sulla casa, esclusioni sui titoli di Stato o maggiorazioni particolari. Serve solo per farsi un’idea di massima, non sostituisce il calcolo ufficiale sul Portale Unico ISEE dell’INPS.

Attenzione a queste cose prima di presentare la DSU

Alcuni errori sono comuni e rischiano di far scattare controlli o rettifiche dell’ISEE: dimenticare un conto corrente cointestato, non aggiornare la giacenza media dei conti, omettere un immobile ereditato non ancora accatastato a proprio nome, o considerare l’Assegno Unico già percepito come reddito aggiuntivo quando in realtà, ai fini del bonus asilo nido, è escluso dal calcolo. In caso di dubbi sulla propria situazione specifica, vale sempre la pena rivolgersi a un CAF o a un patronato prima di inviare la DSU, per evitare di dover presentare una dichiarazione sostitutiva o rischiare sanzioni per dichiarazioni mendaci.

Continua ad approfondire

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informativa e non costituiscono consulenza fiscale o previdenziale personalizzata: l’ISEE effettivo dipende dalla situazione specifica di ogni nucleo familiare e dalle regole della singola prestazione richiesta. Per una valutazione della propria situazione rivolgiti a un CAF, un patronato o un professionista abilitato. Consulta il nostro Disclaimer Finanziario per maggiori dettagli. Dati citati in questo articolo: messaggio INPS n. 799 del 6 marzo 2026, decreto dipartimentale del Ministero del Lavoro n. 3 del 2 marzo 2026, Legge di Bilancio 2026, rielaborati da Informazione Fiscale.

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