RUNTS e Terzo Settore 2026: cos’è il registro e cosa cambia per chi fa volontariato

Chi presta tempo in un’associazione di volontariato lo fa per la missione, non per la burocrazia. Ma dal 2021 esiste un passaggio che nessuna organizzazione del Terzo Settore può più ignorare: l’iscrizione al RUNTS, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. È il documento che stabilisce se un’associazione è davvero un Ente del Terzo Settore (ETS) a tutti gli effetti, con accesso al 5 per mille, alle agevolazioni fiscali e ai bandi pubblici. In questa guida vediamo cos’è, chi deve iscriversi, quali obblighi comporta e perché, per molte associazioni, la parte più difficile non è la missione ma la gestione amministrativa che la accompagna. — Aura

Cos’è il Terzo Settore, in parole semplici

Il Terzo Settore è l’insieme di enti privati che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale senza scopo di lucro: organizzazioni di volontariato (ODV), associazioni di promozione sociale (APS), cooperative sociali, imprese sociali, fondazioni e altri enti non profit. Non è un mondo di nicchia: parliamo di centinaia di migliaia di realtà in Italia, dalla piccola associazione di quartiere alla onlus storica che gestisce servizi sociali per conto dei Comuni. Il Codice del Terzo Settore, in vigore dal 2017, ha riorganizzato questo universo attorno a una definizione comune e a un unico registro pubblico: il RUNTS, appunto.

Il RUNTS: il registro che ha riorganizzato tutto

Il RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) è operativo dal 23 novembre 2021 e ha sostituito i vecchi registri regionali delle APS, delle ODV e l’anagrafe delle Onlus con un sistema unico e centralizzato, consultabile online da chiunque: un cittadino, una banca, un ente pubblico. Prima di allora ogni Regione teneva il proprio elenco, con criteri non sempre omogenei; oggi l’iscrizione al RUNTS è la condizione necessaria per qualificarsi formalmente come ETS e accedere ai relativi vantaggi. Le informazioni pubbliche sul funzionamento del registro sono consultabili sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’ente che coordina il registro insieme agli Uffici Regionali del RUNTS.

Chi deve iscriversi e come funziona la procedura

L’iscrizione riguarda quattro categorie principali. Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale già registrate nei vecchi elenchi regionali sono state trasferite automaticamente. Le ex Onlus hanno potuto (e in alcuni casi devono tuttora) richiedere il trasferimento tramite il portale dedicato. Le imprese sociali e le cooperative sociali soddisfano il requisito RUNTS tramite l’iscrizione al Registro Imprese. I nuovi enti, invece, presentano domanda direttamente sul portale servizi.lavoro.gov.it/runts, tramite il rappresentante legale, un soggetto delegato oppure una rete associativa già iscritta. Non esiste una scadenza fissa per la prima iscrizione: si può presentare domanda in qualunque momento dell’anno, ma servono strumenti che molte piccole associazioni non hanno ancora a portata di mano: SPID o Firma Digitale del legale rappresentante, PEC attiva, statuto aggiornato alle regole del Codice del Terzo Settore.

Dopo l’iscrizione: bilanci, scadenze e trasparenza

L’iscrizione al RUNTS non è un adempimento da fare una volta e dimenticare. Ogni anno gli enti iscritti devono caricare sulla piattaforma il bilancio consuntivo entro il 30 giugno, e le associazioni di maggiori dimensioni sono tenute anche al bilancio sociale. Qualsiasi variazione degli amministratori o modifica dello statuto va comunicata entro 30 giorni dall’evento, pena possibili richieste di integrazione documentale o, nei casi più gravi, la cancellazione dal registro. È il prezzo della trasparenza su cui si regge tutto il sistema: chiunque può verificare online lo stato di un’associazione, i suoi amministratori, i contributi pubblici ricevuti e lo statuto vigente. Una garanzia per chi dona o si iscrive, ma anche un carico di scadenze ricorrenti per chi amministra l’ente, spesso volontari senza formazione amministrativa alle spalle.

I vantaggi fiscali: 5 per mille e non solo

L’iscrizione al RUNTS apre a tre ordini di vantaggi concreti. Il primo è l’accesso al 5 per mille nella dichiarazione dei redditi, che però non è automatico: va richiesto esplicitamente in fase di iscrizione o con apposita domanda annuale. Il secondo è la qualifica formale di ETS, che porta con sé un regime fiscale agevolato su imposte dirette e indirette, diverso a seconda che l’ente sia commerciale o non commerciale. Il terzo è l’accesso a bandi pubblici, convenzioni con enti locali e contributi che, senza l’iscrizione, restano fuori portata. Sono vantaggi reali, ma richiedono che l’ente sia sempre in regola con gli adempimenti visti sopra: un bilancio caricato in ritardo o uno statuto non aggiornato possono mettere a rischio proprio i benefici per cui ci si è iscritti.

Il vero ostacolo per le associazioni: la burocrazia quotidiana

Nella pratica, chi guida un’associazione di volontariato si trova spesso a fare i conti con problemi molto concreti: soci da tenere aggiornati su un foglio Excel che cresce a ogni assemblea, quote associative annotate a mano o su più fogli diversi, ricevute e giustificativi di spesa dispersi tra email e cartelle cartacee, il rendiconto da ricostruire a ridosso della scadenza del 30 giugno raccogliendo pezzi da più persone. Non è un problema di volontà: è che la gestione amministrativa di un ente del Terzo Settore, tra soci, quote, bilancio e adempimenti verso il RUNTS, richiede strumenti pensati per quel compito specifico, non un adattamento di fortuna di fogli di calcolo e messaggi WhatsApp.

Un gestionale pensato per chi fa volontariato: SempliCo

È esattamente il problema che affronta SempliCo, il gestionale in cloud pensato apposta per le associazioni di volontariato italiane (ODV, APS, ETS): anagrafica soci e tesseramenti in un unico posto, quote associative tracciate automaticamente, prima nota e movimenti economici organizzati in vista del rendiconto annuale, tutto accessibile online senza installare nulla e senza dover essere un esperto di contabilità. Non sostituisce un commercialista per gli adempimenti più complessi, ma toglie dal tavolo il lavoro ripetitivo che oggi assorbe le energie dei volontari che si occupano dell’amministrazione, lasciando più tempo per la missione dell’associazione. Chi gestisce un’ODV, un’APS o un ETS e vuole vedere come funziona può farsi un’idea su semplico.net.

Il RUNTS non è un ostacolo burocratico fine a se stesso: è lo strumento che dà credibilità e trasparenza a chi fa volontariato, e apre la porta a risorse (5 per mille, bandi, agevolazioni) che senza l’iscrizione restano precluse. Il modo migliore per non subirlo è organizzarsi in anticipo, con strumenti adatti alla gestione quotidiana dell’associazione, invece di rincorrere le scadenze ogni fine giugno.

Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce la consulenza di un commercialista o di un esperto in materia di Terzo Settore per il caso specifico della tua associazione. Per i limiti di responsabilità dei contenuti del sito, consulta il nostro Disclaimer Finanziario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto