Quando escono i nuovi buoni fruttiferi postali nel 2026

Se ti stai chiedendo quando escono i nuovi buoni fruttiferi postali, la risposta onesta è che non esiste un calendario fisso pubblicato in anticipo. Cassa Depositi e Prestiti non annuncia le emissioni con settimane di preavviso: le mette in vigore e contemporaneamente pubblica un avviso in Gazzetta Ufficiale. La buona notizia è che il momento in cui una serie entra in emissione è un dato pubblico, verificabile in tre minuti da chiunque. In questa guida ti mostro dove guardare, come si legge una sigla di serie e — soprattutto — che cosa succede ai buoni che hai già in mano quando arriva una nuova emissione.
— Aura

La risposta breve, in tre righe

Le nuove serie escono quando CDP decide di aggiornare le condizioni, senza una cadenza obbligata per legge. In pratica succede più volte l’anno, spesso a ridosso di variazioni dei tassi di mercato. L’unico modo affidabile per saperlo è consultare la pagina dei fogli informativi di CDP, dove la colonna “Data emissione” dice esattamente da quando è in vigore ogni serie.

Non fidarti delle date che circolano nei gruppi social o negli articoli non aggiornati: le condizioni cambiano e una pagina scritta sei mesi fa può indicarti tassi che non esistono più.

Quando escono i nuovi buoni fruttiferi postali: come funziona l’emissione

I buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e collocati da Poste Italiane. La cornice normativa è il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 6 ottobre 2004, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 241 del 13 ottobre 2004 e successivamente modificato. È quel decreto a stabilire che ogni serie nasca con un proprio documento ufficiale e con la pubblicazione di un avviso.

Il percorso di una nuova emissione è sempre lo stesso e si articola in tre passaggi.

1. CDP fissa le condizioni della serie

Ogni serie ha una durata, una scala di tassi anno per anno e regole precise di rimborso anticipato. Queste condizioni non vengono negoziate: sono decise a monte e valgono per tutti i sottoscrittori di quella serie.

2. Esce l’avviso in Gazzetta Ufficiale

L’avviso è il momento in cui l’emissione diventa pubblica e opponibile. Le serie oggi in emissione, per esempio, fanno capo agli avvisi pubblicati in Gazzetta Ufficiale del 1 luglio 2026 (n. 150) e del 24 luglio 2026 (n. 170).

3. Viene pubblicato il foglio informativo

Il foglio informativo, insieme alla scheda di sintesi, è il documento che devi leggere prima di sottoscrivere. Contiene i tassi per ciascun periodo di possesso, i costi, le condizioni di rimborso. Lo trovi sul sito di Cassa Depositi e Prestiti e negli uffici postali.

Le serie in emissione oggi

Alla data di questo articolo, la tabella “emissioni in corso” pubblicata da CDP elenca otto serie, tutte in vigore dal 24 luglio 2026. È la fotografia più utile che puoi avere per capire quando escono i nuovi buoni fruttiferi postali: quando quella data cambia, c’è stata una nuova emissione.

Sigla della serieTipologia di buonoIn emissione dal
TF120A250624Buono Ordinario24/07/2026
TF104A250624BFP 4 anni risparmiosemplice24/07/2026
TF504A260724Buono 4 anni Plus24/07/2026
TC008A260408Buono a Cedola 8 anni24/07/2026
SF165A231115Buono Soluzione Futuro24/07/2026
IL110A240307Buono indicizzato all’inflazione italiana24/07/2026
TF412A260724BFP Rinnova Prima 3×4 Premio24/07/2026
TF312A260724Buono Rinnova 3×4 con premio24/07/2026
Fonte: CDP, pagina “Fogli informativi Buoni fruttiferi postali”, sezione Emissioni in corso. Elenco indicativo, verifica sempre la pagina ufficiale prima di sottoscrivere.

Due cose saltano all’occhio. La prima: le serie non escono una alla volta, ma a blocchi. Quando CDP aggiorna le condizioni, lo fa su tutta la gamma nello stesso giorno. La seconda: accanto ai prodotti storici convivono buoni promozionali con nomi commerciali diversi, che compaiono e spariscono con più frequenza.

Come si legge la sigla di una serie

Le sigle sembrano codici senza senso, ma seguono una logica. Prendi TF412A260724. Le ultime sei cifre indicano una data nel formato anno-mese-giorno: 26 07 24, cioè 24 luglio 2026. Le lettere iniziali richiamano la tipologia (TF per i buoni a tasso fisso, IL per gli indicizzati all’inflazione, TC per quelli a cedola), mentre le cifre centrali richiamano la durata.

Perché ti serve saperlo? Perché la sigla è l’unico identificativo davvero univoco. Il nome commerciale può restare identico da un’emissione all’altra mentre i tassi cambiano. Se confronti due fogli informativi, confronta le sigle, non i nomi.

Dove controllare da solo, in tre minuti

Questi sono i quattro punti di verifica, in ordine di affidabilità.

  1. La pagina dei fogli informativi CDP. È la fonte primaria. La sezione “Emissioni in corso” mostra le serie attive con la data di emissione; la sezione “Storico” conserva quelle chiuse.
  2. La Gazzetta Ufficiale. Ogni avviso di emissione è pubblicato lì. Se vuoi la data certa e opponibile di una serie, è questo il documento.
  3. Il sito Buoni e Libretti di Poste Italiane. Utile per vedere il prodotto dal lato commerciale, con il simulatore e il rendimento a scadenza in evidenza.
  4. L’ufficio postale o l’app. Il consulente ti stampa la scheda di sintesi aggiornata. Chiedila sempre prima di firmare, non dopo.

Un accorgimento pratico: salva il PDF del foglio informativo del giorno in cui sottoscrivi. È il documento che fa fede sui tuoi tassi e fra dieci anni non lo ritroverai più online, perché nel frattempo sarà finito nello storico.

Cosa succede ai buoni che hai già quando esce una nuova serie

È la domanda che genera più ansia, e la risposta è rassicurante: non succede nulla. I tassi di un buono a tasso fisso sono cristallizzati al momento della sottoscrizione, secondo il foglio informativo della serie che hai comprato. Una nuova emissione riguarda solo chi sottoscrive da quella data in avanti.

Detto altrimenti: se hai comprato un buono nel 2024, continui a maturare i rendimenti previsti dalla tua serie anche se nel frattempo ne sono uscite altre cinque, migliori o peggiori. Non c’è nessun allineamento automatico, in nessuna delle due direzioni.

L’eccezione dei buoni indicizzati all’inflazione

I buoni indicizzati all’inflazione italiana funzionano diversamente. Il loro rendimento si compone di una parte fissa, definita alla sottoscrizione, e di una parte variabile legata all’andamento dell’indice FOI calcolato dall’ISTAT. Anche qui, però, la regola non cambia: la struttura è quella della tua serie. È l’inflazione a muoversi, non la nuova emissione a riscrivere il tuo contratto.

Conviene aspettare la prossima emissione?

Qui bisogna essere sinceri: nessuno sa in che direzione andranno i prossimi tassi, e chi te lo dice con sicurezza sta indovinando. Quello che si può fare è ragionare per scenari, senza illusioni.

Se i tassi di mercato stanno scendendo, aspettare tende a essere sfavorevole, perché le nuove serie di solito seguono il mercato al ribasso. Se stanno salendo, aspettare può avere senso. Il punto è che questa informazione, al momento in cui devi decidere, non ce l’ha nessuno con certezza.

C’è però un elemento che rende la scelta meno drammatica di quanto sembri: il rimborso anticipato. Sui buoni ordinari puoi chiedere il capitale indietro in qualsiasi momento e il capitale nominale è comunque restituito, anche se rinunciando agli interessi maturati nei primi periodi. In altre parole, l’errore di tempismo su un buono costa in mancato rendimento, non in perdita del capitale versato.

Per un quadro completo su durate, scaglioni di rendimento e imposte, ho scritto una guida dedicata: Buoni Fruttiferi Postali 2026: come funzionano, rendimenti e tassazione.

Il buono ordinario, il metro di paragone

Fra tutte le serie, il buono ordinario resta il riferimento perché è sempre disponibile e ha la struttura più semplice. Dura vent’anni, i rendimenti sono predefiniti e crescenti, e la scala parte da valori molto contenuti nei primi anni per salire con il passare del tempo.

Nella serie attualmente in emissione, il rendimento effettivo annuo lordo alla fine del quarto anno è dello 0,75%, sale allo 0,90% al quinto e all’1,04% al sesto, fino ad arrivare al 2,50% se il buono viene portato ai vent’anni. È la classica curva pensata per premiare chi non tocca il capitale: nei primi anni rende poco, e chi esce presto lascia sul tavolo quasi tutto il vantaggio.

Sul piano fiscale gli interessi scontano un’aliquota agevolata del 12,50%, contro il 26% applicato alla maggior parte delle rendite finanziarie, e i buoni sono esenti da imposta di successione. Sono due caratteristiche che pesano nel confronto con un conto deposito, e che spesso vengono dimenticate quando si guardano solo i tassi nominali.

Tre errori ricorrenti

  • Confrontare il tasso a scadenza con quello di un conto deposito a 12 mesi. Non sono grandezze omogenee: il 2,50% del buono ordinario si ottiene solo dopo vent’anni di possesso ininterrotto.
  • Dare per buona una tabella trovata online. Le condizioni cambiano a ogni emissione. La tabella corretta è quella del foglio informativo con la sigla che stai per sottoscrivere.
  • Pensare che una nuova emissione migliori i buoni già in portafoglio. Non accade, e nemmeno il contrario: ogni serie vive per conto proprio.

Domande frequenti

Esiste un calendario ufficiale delle nuove emissioni?

No. CDP non pubblica un calendario preventivo. L’unica data certa è quella dell’avviso in Gazzetta Ufficiale, che esce contestualmente all’emissione.

Con quale frequenza cambiano le serie?

Non c’è un obbligo di cadenza. Nella pratica gli aggiornamenti avvengono più volte l’anno e tendono a seguire i movimenti dei tassi di mercato.

Posso ancora sottoscrivere una serie chiusa?

No. Una volta terminata l’emissione, quella serie resta valida solo per chi la possiede già. Il suo foglio informativo si trova nella sezione storico del sito CDP.

I buoni fruttiferi postali sono garantiti dallo Stato?

Sì. Il rimborso del capitale e degli interessi maturati è garantito dallo Stato italiano, come indicato nelle schede di sintesi. Resta comunque il rischio legato al potere d’acquisto: su orizzonti lunghi l’inflazione può erodere il rendimento reale.

In sintesi

La domanda su quando escono i nuovi buoni fruttiferi postali ha una risposta pratica più che una data: si controlla, non si prevede. Metti nei preferiti la pagina dei fogli informativi di CDP, guarda la colonna della data di emissione, confronta le sigle e non i nomi commerciali. E ricorda che il tuo buono, una volta sottoscritto, non viene toccato da nulla di ciò che verrà dopo.


Questo articolo ha finalità informative e divulgative e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata, né sollecitazione al pubblico risparmio. I dati su serie, rendimenti e trattamento fiscale sono aggiornati alla data di pubblicazione e possono variare a ogni nuova emissione: verifica sempre il foglio informativo e la scheda di sintesi ufficiali prima di qualsiasi decisione. Per approfondire, leggi il nostro Disclaimer Finanziario.

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