Chiedere un prestito personale nel 2026 è più facile che mai: bastano pochi minuti su un’app e la risposta arriva quasi in tempo reale. Capire quanto costa davvero, invece, resta la parte difficile. Due offerte con lo stesso TAN possono farti pagare centinaia di euro di differenza, e la cifra che conta non è quasi mai quella scritta in grande nella pubblicità. In questa guida vediamo come si legge un preventivo, quali sono i tassi di riferimento oggi in Italia, come si calcola la rata e cosa cambia dal 20 novembre con le nuove regole europee sul credito al consumo. — Aura
Che cos’è un prestito personale (e in cosa si distingue)
Il prestito personale è una forma di credito al consumo non finalizzato. Significa che la banca o la finanziaria ti eroga una somma di denaro sul conto corrente senza vincolarla a un acquisto specifico: puoi usarla per ristrutturare casa, comprare un’auto usata, coprire spese mediche o consolidare altri debiti.
Le caratteristiche tipiche sono tre. L’importo va di solito da 3.000 a 75.000 euro. La durata si colloca tra 12 e 120 mesi. Il rimborso avviene con rate mensili fisse calcolate secondo il piano di ammortamento alla francese, lo stesso usato per i mutui.
Va distinto da altre due forme che spesso vengono confuse. Il credito finalizzato è legato a un bene preciso ed è erogato direttamente al venditore, come accade nei negozi di elettronica. La cessione del quinto dello stipendio o della pensione prevede invece che la rata venga trattenuta alla fonte, con regole e tassi propri.
TAN e TAEG: la differenza che decide quanto paghi
È il punto in cui si concentrano quasi tutti gli errori. Il TAN (Tasso Annuo Nominale) è il tasso di interesse puro applicato al capitale. Non include nessun’altra voce. Da solo non dice quanto ti costa il finanziamento.
Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) è l’indicatore sintetico di costo. Comprende gli interessi più tutte le spese obbligatorie: istruttoria, incasso rata, imposta di bollo, comunicazioni periodiche e, quando l’assicurazione è imposta come condizione, anche il premio. È il numero da confrontare tra un’offerta e l’altra, ed è previsto dall’articolo 121 del Testo Unico Bancario.
La regola pratica è semplice: se tra TAN e TAEG c’è più di un punto e mezzo di distanza, nel contratto ci sono costi accessori pesanti. Vale la pena chiedere il dettaglio prima di firmare.
Prestito personale: a che punto sono i tassi nel 2026
Secondo le rilevazioni di Banca d’Italia, nella prima parte del 2026 il TAEG medio sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato attorno al 10,2-10,4%, in leggero rialzo rispetto alla fine del 2025. È una media che comprende prodotti molto diversi tra loro, quindi la singola offerta può discostarsene parecchio in entrambe le direzioni.
C’è poi un secondo riferimento, più solido, che conviene conoscere: i tassi soglia antiusura. Ogni trimestre il Ministero dell’Economia, sentita Banca d’Italia, pubblica il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) di ciascuna categoria di finanziamento e la soglia oltre la quale gli interessi sono usurari ai sensi della Legge 108/1996. Il TEGM viene aumentato di un quarto, più quattro punti percentuali, con un massimo di otto punti di scarto.
Questi sono i valori in vigore dal 1° luglio al 30 settembre 2026, fissati con il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 23 giugno 2026:
| Categoria | TEGM | Tasso soglia |
|---|---|---|
| Credito personale | 11,68% | 18,60% |
| Cessione del quinto fino a 15.000 € | 13,87% | 21,3375% |
| Cessione del quinto oltre 15.000 € | 9,57% | 15,9625% |
| Mutuo ipotecario a tasso fisso | 4,21% | 9,2625% |
| Mutuo ipotecario a tasso variabile | 4,07% | 9,0875% |
Il confronto è istruttivo. Un prestito personale costa in media quasi tre volte un mutuo ipotecario, perché non c’è una casa a garantire il rimborso. Se ti viene proposto un TAEG vicino alla soglia del 18,60%, non sei di fronte a un’offerta competitiva: sei di fronte al limite estremo che la legge consente.
Come si calcola la rata del prestito personale
La rata di un piano alla francese si ottiene con una formula che tiene conto di capitale, tasso mensile e numero di rate. Invece di applicarla a mano, usa il calcolatore qui sotto: inserisci importo, TAN e durata e vedi subito rata e interessi totali.
Calcolatore rata prestito
Stima indicativa sul solo TAN, al netto di spese accessorie e imposte. Il costo reale è quello espresso dal TAEG del contratto.
Prova a cambiare solo la durata lasciando fermo tutto il resto: allungare il piano abbassa la rata ma aumenta gli interessi totali, spesso in modo sorprendente. È lo stesso meccanismo, ribaltato, dell’interesse composto quando lavora a tuo favore.
Le voci di costo che gonfiano il TAEG
In un prestito personale le spese accessorie incidono più di quanto si creda. Ecco quelle che compaiono più spesso nei contratti.
- Spese di istruttoria: una tantum, in genere tra l’1% e il 3% dell’importo, talvolta con un tetto massimo.
- Spese di incasso rata: da 0 a 4 euro al mese. Su 84 rate diventano fino a 336 euro.
- Imposta di bollo: 16 euro sul contratto e 2 euro sulle comunicazioni annuali oltre i 77,47 euro di saldo.
- Spese di comunicazione periodica: l’invio cartaceo costa, quello digitale di solito no.
- Premio assicurativo: la voce più pesante, quando c’è.
L’assicurazione facoltativa: quando lo è davvero
La polizza a copertura del credito (impiego, invalidità, decesso) può essere utile, ma non può essere imposta come condizione per ottenere il finanziamento, salvo i casi in cui la legge la rende obbligatoria. Se è facoltativa, il suo premio resta fuori dal TAEG: ecco perché a volte il TAEG dichiarato sembra basso mentre l’esborso reale è ben più alto.
Chiedi sempre due preventivi, con e senza polizza, e confronta il totale che uscirà dal tuo conto. Se l’operatore si rifiuta di fornirti la versione senza assicurazione, è un segnale da prendere sul serio: puoi rivolgerti all’Arbitro Bancario Finanziario.
Estinzione anticipata: quanto si recupera
Puoi rimborsare in anticipo, in tutto o in parte, in qualunque momento. La banca può chiedere un indennizzo massimo dell’1% del capitale restituito in anticipo, che scende allo 0,5% se la vita residua del contratto è inferiore a un anno. Nessun indennizzo è dovuto se il rimborso anticipato non supera i 10.000 euro nell’arco di dodici mesi.
Il punto più importante riguarda i costi già pagati. Dopo la sentenza Lexitor della Corte di giustizia europea e la riforma dell’articolo 125-sexies del Testo Unico Bancario, in caso di estinzione anticipata hai diritto alla riduzione di tutti i costi del credito per la parte non goduta, non solo degli interessi. Rientrano quindi anche le commissioni pagate in partenza, riproporzionate sulla durata effettiva.
Molti consumatori non lo sanno e non chiedono nulla. Se hai estinto un finanziamento negli ultimi anni, vale la pena rileggere il conteggio estintivo che ti è stato consegnato.
Cosa cambia dal 20 novembre 2026
Con il D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 212, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 gennaio 2026, l’Italia ha recepito la direttiva (UE) 2023/2225 sul credito ai consumatori, la cosiddetta CCD II, che abroga la direttiva del 2008. Le nuove disposizioni si applicano ai contratti stipulati a partire dal 20 novembre 2026; quelli già in corso a quella data restano regolati dalla disciplina precedente fino alla scadenza, salvo poche eccezioni.
Le novità che toccano più da vicino chi chiede un finanziamento sono queste.
- Soglia minima abbassata: la tutela si estende anche ai finanziamenti sotto i 200 euro, prima esclusi.
- Buy now, pay later: i pagamenti dilazionati offerti nei checkout online entrano nel perimetro del credito al consumo, con obblighi informativi propri.
- Informazioni precontrattuali riviste: il prospetto standard va consegnato con congruo anticipo e in un formato leggibile anche da smartphone, con le informazioni chiave in evidenza.
- Valutazione del merito creditizio rafforzata: regole più stringenti sull’uso di sistemi decisionali automatizzati, con diritto a una spiegazione e a un riesame in caso di rifiuto.
- Stretta sulla pubblicità: vietati i messaggi che incoraggiano l’indebitamento presentandolo come soluzione facile alle difficoltà finanziarie.
Il diritto di recesso entro quattordici giorni dalla firma, senza dover motivare la scelta, resta confermato anche nel nuovo impianto.
Prestito personale o alternative: il confronto
| Soluzione | Costo indicativo | Quando ha senso | A cosa fare attenzione |
|---|---|---|---|
| Prestito personale | TAEG medio intorno al 10% | Somme medio-alte, spesa non finalizzata | Spese accessorie e polizze abbinate |
| Cessione del quinto | TEGM 9,57–13,87% | Dipendenti e pensionati con storia creditizia difficile | Rata trattenuta alla fonte, durata lunga |
| Carta di credito revolving | Spesso oltre il 15% | Quasi mai come strumento di finanziamento | Debito che si rinnova da solo |
| Fido di conto corrente | Variabile, elevato | Squilibri di cassa brevissimi | Costo per giorno di utilizzo |
| Risparmio già accantonato | Zero interessi | Sempre, se il fondo di emergenza lo consente | Non azzerare la riserva di liquidità |
La revolving merita una nota a parte, perché è il prodotto in cui più spesso ci si incastra: ne abbiamo parlato nella guida su carta di credito e carta di debito.
Cinque errori da evitare
- Confrontare i TAN invece dei TAEG. È il confronto sbagliato e porta quasi sempre alla scelta peggiore.
- Guardare solo la rata. Una rata bassa su 120 mesi può costare il doppio in interessi rispetto a una rata più alta su 48.
- Moltiplicare le richieste in pochi giorni. Ogni istruttoria lascia traccia nelle banche dati creditizie e troppe richieste ravvicinate peggiorano la valutazione.
- Accettare la polizza senza leggerla. Verifica cosa copre davvero, quali esclusioni prevede e quanto pesa sul totale.
- Superare il terzo dello stipendio netto. Oltre quella soglia la sostenibilità del bilancio familiare si assottiglia in fretta.
Domande frequenti
Serve una garanzia o un garante?
Di norma no: il prestito personale è concesso sulla base del reddito e dell’affidabilità creditizia. Un garante può essere richiesto se il reddito è basso o discontinuo.
Posso ottenerlo con un contratto a tempo determinato?
Sì, ma quasi sempre la durata del finanziamento non potrà superare quella residua del contratto di lavoro, e le condizioni saranno meno favorevoli.
Cosa succede se salto una rata?
Scattano gli interessi di mora e la segnalazione ai sistemi di informazione creditizia. Dopo alcune rate impagate il creditore può dichiarare la decadenza dal beneficio del termine e chiedere l’intero residuo. Se prevedi una difficoltà, contatta l’istituto prima della scadenza: una rinegoziazione è sempre preferibile a un’insolvenza.
Conviene accorpare più debiti in uno solo?
Il consolidamento semplifica la gestione e può ridurre la rata complessiva, ma allunga la durata. Confronta il totale degli interessi che pagheresti nei due scenari prima di decidere.
In sintesi
Un prestito personale non è né un male né una scorciatoia: è uno strumento con un prezzo. Confronta i TAEG, chiedi il preventivo senza polizza, verifica la distanza dal tasso soglia della categoria e calcola quanto ti costa ogni mese in più di durata. Se stai valutando un finanziamento in questi mesi, tieni d’occhio anche la data del 20 novembre: da lì in avanti le informazioni che riceverai prima della firma saranno più complete, e questo gioca a tuo favore.
Avvertenza. Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative e non costituisce consulenza finanziaria, creditizia o fiscale, né una sollecitazione a sottoscrivere alcun prodotto. I tassi e le condizioni citati sono aggiornati alla data di pubblicazione e possono variare. Per le condizioni economiche fai sempre riferimento ai documenti informativi e al contratto forniti dall’intermediario e valuta la tua situazione con un professionista abilitato.
