Il canone del conto corrente sembra una cifra fissa a cui non pensare più dopo l’apertura, ma nel 2026 può fare la differenza tra 30 e oltre 150 euro l’anno a seconda di dove tieni i tuoi soldi. Tra rincari selettivi, prelievi fuori circuito e bonifici oltre soglia, quanto costa un conto corrente dipende molto più dal tuo profilo di utilizzo che dal nome della banca. In questa guida vediamo i dati aggiornati 2026, come leggere l’Indicatore dei Costi Complessivi e come evitare di pagare più del dovuto. — Aura
Quanto costa un conto corrente in Italia nel 2026
Secondo la rilevazione di Altroconsumo del 1° febbraio 2026, i conti correnti tradizionali hanno registrato aumenti selettivi ma concreti rispetto a fine giugno 2025: i pensionati con un conto classico pagano in media 140,84 euro l’anno (+2,72%), i clienti giovani 85,54 euro (+2,16%) e le famiglie con un uso medio della banca 159,49 euro l’anno (+1,69%).
I conti online restano più economici, ma non sono immuni dai rincari: per la categoria giovani il costo medio è salito del 2,02% a 30,33 euro l’anno, circa un terzo rispetto all’equivalente tradizionale.
Sul fronte dei conti cointestati, l’Osservatorio ConfrontaConti indica per il 2026 un canone medio di 33,64 euro l’anno. In generale, per un conto base ci si muove oggi tra 3 e 15 euro al mese di canone dichiarato, mentre i conti con servizi aggiuntivi (carte multiple, assicurazioni, pacchetti investimento) possono arrivare a 20-30 euro al mese, prima di calcolare le operazioni extra.
Sportello o online: perché il divario di prezzo si allarga
I dati di Altroconsumo mostrano un fatto interessante: gli aumenti del 2026 colpiscono soprattutto l’operatività allo sportello fisico, mentre chi opera tramite app e canali digitali ha margini di risparmio più ampi. È una conseguenza diretta dei costi di gestione delle filiali, che le banche tradizionali continuano a scaricare sui clienti che le usano di più (versamenti contanti allo sportello, bonifici cartacei, operazioni assistite da un impiegato).
Questo non significa che un conto online sia sempre la scelta giusta: se hai bisogno di versare contanti regolarmente, di parlare con un consulente in filiale o di operazioni che richiedono presenza fisica, il risparmio sul canone potrebbe essere eroso da commissioni per servizi che altrimenti sarebbero inclusi.
L’Indicatore dei Costi Complessivi (ICC): la bussola che in pochi guardano
Dal 2021 le banche italiane sono tenute a indicare, nel Documento Informativo sulle Spese (FID) e nel Rendiconto annuale delle spese (SOF), l’Indicatore dei Costi Complessivi (ICC), che ha sostituito il vecchio Indicatore Sintetico di Costo. L’ICC stima in euro il costo annuo del conto per un determinato profilo di utilizzo, così da rendere confrontabili offerte con struttura di prezzo molto diversa (canone fisso, canone più operazioni a consumo, pacchetti misti). Ne parla anche la rilevazione di Banca d’Italia sul costo dei conti correnti.
Banca d’Italia ha definito sette profili standard su cui le banche devono calcolare l’ICC: sei per i conti “a pacchetto” (giovani, famiglie con operatività bassa, media e alta, pensionati con operatività bassa e media) e uno per i conti “a consumo”, pensato per chi opera pochissimo durante l’anno. Il modo più affidabile per confrontare due conti non è guardare solo il canone pubblicizzato, ma cercare l’ICC calcolato sul profilo più simile al proprio: è lo stesso numero, calcolato con lo stesso metodo, su tutte le banche.
Conti a canone zero per under 30: leggere le condizioni fino in fondo
Molte banche propongono conti a canone azzerato per i clienti più giovani: ad esempio Conto Corrente Arancio Più di ING è gratuito fino ai 30 anni, mentre SelfyConto di Banca Mediolanum azzera il canone per gli under 30 con promozioni che vengono periodicamente estese. Queste offerte sono spesso vantaggiose, ma vanno lette con attenzione per due motivi.
Primo, “canone zero” riguarda quasi sempre solo l’abbonamento mensile: prelievi da ATM di altre banche, bonifici istantanei oltre una soglia gratuita, invio di bollettini o assegni possono restare a pagamento anche su un conto senza canone. Secondo, molte di queste condizioni sono promozionali e legate a un’età limite o a una finestra temporale di apertura: prima di scegliere, conviene sempre controllare il Documento Informativo sulle Spese aggiornato sul sito della banca, non solo la pagina pubblicitaria del conto.
Quale conto conviene in base al tuo profilo di utilizzo
Non esiste “il conto migliore in assoluto”: esiste quello più adatto a come lo usi davvero. Alcuni esempi pratici, in linea con i profili standard di Banca d’Italia:
- Operatività bassa (pochi movimenti al mese, saldo contenuto): spesso conviene un conto a consumo o online a canone zero, perché il costo cresce solo con l’uso effettivo.
- Famiglia con operatività media (bollette domiciliate, alcuni bonifici, prelievi regolari): qui il confronto tra ICC di conti diversi fa la differenza maggiore, perché il canone da solo racconta solo metà della storia.
- Pensionato con operatività bassa o media: molte banche offrono pacchetti dedicati con bollettini e prelievi inclusi; vale la pena verificare se il canone “senior” sia davvero più conveniente dell’equivalente online.
- Chi opera quasi solo con carta e pagamenti digitali: un conto online con canone basso o zero è quasi sempre la scelta più economica, a patto di controllare i costi dei prelievi allo sportello automatico quando servono.
Cambiare banca è gratuito: come funziona la portabilità del conto corrente
Un timore comune è che cambiare conto corrente sia complicato o costoso: in realtà, la normativa europea sulla portabilità obbliga le banche a trasferire senza costi per il cliente i pagamenti ricorrenti — bonifici periodici, addebiti diretti SEPA, accrediti dello stipendio o della pensione — dalla vecchia alla nuova banca, di norma entro 12 giorni lavorativi dalla richiesta. Prelievi, imposta di bollo e canone del vecchio conto restano dovuti solo fino alla data di chiusura effettiva. Questo rende più semplice valutare un cambio di conto quando il canone o l’ICC del proprio istituto risultano fuori mercato rispetto alle alternative, restando comunque da valutare caso per caso eventuali vincoli legati a prodotti abbinati come mutui o fondi.
Domande frequenti sui costi del conto corrente
Un conto a canone zero è sempre la scelta più economica?
Non necessariamente: se fai molte operazioni oltre le soglie gratuite (prelievi, bonifici istantanei), un conto con un piccolo canone ma soglie più ampie può costare meno nel corso dell’anno. Conta sempre il totale, non solo il canone.
Cosa cambia tra un conto corrente e una carta prepagata con IBAN per gestire le spese quotidiane?
Le due soluzioni hanno logiche diverse in termini di costi, plafond e tutele: lo abbiamo approfondito nella guida Carta prepagata con IBAN o conto corrente? Differenze, costi e quando conviene.
L’imposta di bollo si paga su tutti i conti?
No: è dovuta solo se la giacenza media annua supera i 5.000 euro; sotto questa soglia il conto corrente è generalmente esente.
Calcolatore: quanto ti costa davvero il conto in un anno
Usa questo calcolatore per stimare il costo annuo reale del tuo conto, canone più operazioni extra.
Stima indicativa a scopo informativo, non sostituisce l’Indicatore dei Costi Complessivi (ICC) né il Documento Informativo sulle Spese della tua banca.
Le voci di costo che si nascondono nel dettaglio
Oltre al canone, ci sono spese che spesso sfuggono a un primo confronto:
- Imposta di bollo: 34,20 euro l’anno se la giacenza media supera i 5.000 euro (esente sotto questa soglia, con regole diverse per i conti dedicati ai libretti postali).
- Prelievi da ATM di banche diverse dalla propria: quasi sempre a pagamento oltre un numero gratuito mensile, anche su conti online.
- Bonifici istantanei ed esteri: spesso esclusi dal canone base e fatturati singolarmente.
- Carta di debito o credito abbinata: alcuni conti a canone zero applicano comunque un costo annuo per l’emissione o il rinnovo della carta fisica.
- Chiusura conto o passaggio ad altra banca: generalmente gratuita per legge, ma vale sempre la pena verificarlo nel documento contrattuale prima di firmare.
Come scegliere il conto giusto per il tuo profilo
Prima di cambiare conto o aprirne uno nuovo, un metodo semplice è: conta quante operazioni fai davvero in un mese medio (prelievi, bonifici, versamenti contanti), confronta questo numero con i profili standard usati da Banca d’Italia per calcolare l’ICC (giovane, famiglia a bassa/media/alta operatività, pensionato) e cerca l’ICC pubblicato dalle banche che stai valutando per il profilo più vicino al tuo. Un conto “a canone zero” può costare più di un conto con canone dichiarato, se le tue operazioni extra sono frequenti: il numero che conta è quello finale, non l’etichetta pubblicitaria.
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Questo articolo ha finalità informativa ed educativa e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata: le condizioni di canoni e commissioni citate possono variare nel tempo e da banca a banca. Prima di aprire o cambiare conto corrente, verifica sempre il Documento Informativo sulle Spese aggiornato e consulta il nostro Disclaimer Finanziario.
